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Si apre l’anno giudiziario in Cassazione con un “quadro in chiaroscuro”

Il primo presidente della Corte,Pietro Curzio: mancano 1.458 magistrati

Si apre l’anno giudiziario in Cassazione con un “quadro in chiaroscuro”

I dati sull’amministrazione della giustizia in Italia nell’anno appena trascorso confermano il “quadro in chiaroscuro già descritto nelle precedenti relazioni”.

Molte delle valutazioni fatte un anno fa “devono essere riproposte e delineano il consolidarsi di alcune tendenze. Si assiste ad un lento ma progressivo miglioramento della situazione”. Così il primo presidente della Corte di Cassazione, Pietro Curzio, nella relazione sulla amministrazione della giustizia nel 2022 in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nella sede della Corte.

“Continua il processo di riduzione del contenzioso, tanto civile che penale”, ha sottolineato Curzio.

“Il numero dei processi civili pendenti al 30 giugno 2022 è di 2.881.886 unità, con una decrescita del 7,2% rispetto al 2021.

Quello dei processi penali è di 2.405.275 unità, in questo caso la decrescita è del 4,5%2. Il fatto importante – ha sottolineato Curzio – è che la riduzione delle pendenze è dovuta al saldo positivo tra sopravvenienze e definizioni dei giudizi: tanto nel civile che nel penale si è deciso un numero di cause superiore a quello delle sopravvenute. Si sta dunque lentamente ma progressivamente riducendo l’arretrato.

Il dato sui tempi di decisione ha sempre costituito il punto più debole del sistema italiano, il motivo per cui numerose volte siamo stati condannati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. È questa la ragione per cui il Pnrr ha assunto la riduzione del disposition time come obiettivo primario fissando la meta, da raggiungere entro il 2026, di una riduzione del 40% per il civile e del 25% per il penale rispetto alla situazione del 2019. Nel 2022 sono stati fatti i primi passi su questa strada, impostando un cammino che ha già dato i suoi primi frutti” ha spiegato il primo presidente della corte di Cassazione, Pietro Curzio.

“Nel civile i tempi di decisione dell’anno 2021/2022 sono stati ridotti rispetto al 2020/2021 del 8,6% nelle Corti d’appello, del 6,5% nei Tribunali, del 5% dai Giudici di pace e dell’1,9% nei Tribunali per i minorenni. Per il penale la riduzione è stata del 14,7% nelle Corti d’appello, 9,4% nei Tribunali, 0,9% nelle Procure della Repubblica e del 7,6% per i Giudici di pace4.

Anche con la criminalità organizzata, a cominciare da quella di stampo mafioso, i passi avanti sono evidenti, e ne abbiamo avuto conferma di recente con un arresto importante, non solo nel contrastare strategie che hanno insanguinato il paese in anni terribili, ma anche nel cogliere mutazioni verso forme altrettanto pericolose, sebbene meno visibili, volte ad inquinare settori sani della società civile e dell’economia e ad estendersi verso zone del paese diverse da quelle originarie.

Il problema delle risorse è cruciale.

Non bisogna essere esperti di scienza delle organizzazioni per comprendere che senza risorse umane, strumentali e finanziarie adeguate non si possono ottenere buoni risultati. Per molti anni si è praticata una linea di intervento sulla giustizia affidato a riforme a costo zero”. Lo spiega il primo presidente della Cassazione, Pietro Curzio, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Per decenni le assunzioni di personale sono rimaste bloccate, non vi è stato turn over e l’età media del personale è progressivamente cresciuta – continua l’alto magistrato – Di recente vi è stata una inversione di tendenza che si è consolidata con il Pnrr. Ciò malgrado, allo stato la scopertura di organico delle cancellerie è del 25,11% ed è in crescita rispetto all’anno precedente, dato l’alto tasso di pensionamenti”.

Curzio poi sottolinea: “L’assunzione di più di 8.000 addetti all’Ufficio per il processo è un fatto sicuramente inedito e positivo di cui bisognerà cogliere e sviluppare tutte le potenzialità. Si tratta tuttavia di assunzioni a tempo determinato, il che sta dando luogo a molte dimissioni man mano che questi nostri giovani collaboratori trovano lavori con migliori prospettive di durata. Ancora più gravi sono i problemi di carenza dei magistrati”.

Perché “a fronte di un organico di 10.558 unità risulta scoperto il 13.7% dei posti, percentuale anch’essa in crescita rispetto allo scorso anno. In sostanza oggi mancano 1.458 magistrati”.

Curzio ha poi parlato dei dati sulle morti bianche. “Rimane inaccettabile il numero delle morti bianche, che anche quest’anno ha superato il livello di 1.000 casi, con l’inquietante ritmo di tre morti al giorno”.

“L’applicazione delle nuove norme è come sempre la fase più critica e delicata. In questo caso poi, il ventaglio delle riforme è amplissimo ed il programma attuativo originariamente fissato dal legislatore è stato da ultimo modificato, posticipando alcune parti ed anticipandone altre, il che crea un motivo aggiuntivo di criticità perché disarticola la programmazione che i nostri uffici si erano dati.

Una riforma è un cambiamento delle regole”. Così spiega il primo presidente della Cassazione, Pietro Curzio, nel suo intervento in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Qualsiasi cambiamento delle regole, qualunque sia il suo ambito, una famiglia, un’impresa, un’associazione, richiede un periodo di adattamento per la comprensione del nuovo, la sperimentazione, il rodaggio del diverso modo di operare, eventuali correzioni – continua – Tutto ciò è più complesso quando la dimensione è quella dello Stato, ed ancor più quando interessa, come nel nostro caso, praticamente tutti i settori del vasto mondo della giustizia, che ha una sua architettura, in cui lo spostamento di una tessera determina conseguenze sul tutto e in cui bisogna rispettare i pilastri costituiti dai principi della Costituzione e delle Carte europee. Il percorso è complicato ma è certo il massimo impegno della magistratura e, al suo interno, della Corte di cassazione”, spiega l’alto magistrato.

Tratto da Askanenews

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