Anno: XXVIII - Numero 102    
Martedì 26 Maggio 2026 ore 13:00
Resta aggiornato:

Home » Rullano i tamburi di guerra dei balneari. Spiagge in gara, è la solita burrasca estiva.

Rullano i tamburi di guerra dei balneari. Spiagge in gara, è la solita burrasca estiva.

Assobalneari chiama Palazzo Chigi: “Applichiamo la Bolkestein, ma bene”.

Rullano i tamburi di guerra dei balneari. Spiagge in gara, è la solita burrasca estiva.

La Calabria punta sul criterio della scarsità, i bandi zoppicano e il settore teme l’arrivo delle multinazionali. E la categoria se la prende con l’Emilia che riapre le scuole il 31 agosto

La stagione 2025 sarà ricordata come quella dei lidi vuoti e dei prezzi alti. Nel 2026 gli ombrelloni si aprono su un mare in burrasca. L’incertezza sul settore del turismo di spiaggia è tale che il sindacato dei balneari ha appena proclamato la mobilitazione. “E se l’inerzia del governo dovesse perdurare non escludiamo alcuna forma di protesta”, minaccia il sindacato. Di più. Fabrizio Licordari, il presidente di Assobalneari, ramo di Confindustria che si occupa del settore, ha scritto a Giorgia Meloni per chiederle un incontro urgente. Licordari è considerato il più agguerrito sostenitore della battaglia sulla Bolkestein. “Non ci opponiamo alle gare, vogliamo che la direttiva sia applicata correttamente. E non sulla base dei giochi di prestigio che fanno molti giudici”, dice a Huffpost.

Un passo indietro. L’incubo dei balneari è la direttiva Bolkestein, che impone ai comuni la messa a gara delle concessioni al massimo entro il prossimo anno. La Lega ha tentato di difenderli in extremis, con un emendamento al decreto sui commissari che prevedeva l’estensione fino al 2030. Ma il ministero dell’economia ha cassato la norma. “Mancanza di coperture”, il motivo ufficiale. Ma in realtà il nodo è di adeguamento alla normativa europea: il governo non se l’è sentita di sfidare l’Europa, peraltro in un momento in cui chiede di essere aiutato per avere più flessibilità di spesa.

Il dilemma si ripete con la legge regionale calabrese. L’ha fatta approvare il governatore Roberto Occhiuto per aiutare gli operatori che attualmente gestiscono gli stabilimenti. La ratio è chiara: prima di indire una gara, i comuni devono verificare che la risorsa – le spiagge – sia davvero scarsa. Se non lo è, la gara non si fa. “La concorrenza serve ad allocare risorse scarse, non a creare scarsità artificiale”, è il mantra di Occhiuto, dall’alto dei 789 chilometri di coste calabresi. Il governo, a quanto apprende HuffPost, non impugnerà la norma per conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. È un segnale importante, perché riapre la partita delle gare. Alcuni comuni, infatti, hanno già provveduto a bandire le aste, “con rilevanti disservizi”, spiegano i balneari. Che fanno l’elenco: a Ostia, a Spotorno, a Ginosa, a Bibione… l’offerta ai turisti invece di migliorare è peggiorata.

Sentiamo Licordari: “Che stagione sarà? Le dico solo che a Sarzana i concessionari hanno prima dovuto demolire le opere murarie, poi il Consiglio di Stato gli ha detto che la stagione poteva iniziare e ora si trovano con ruspe, detriti, scavi…”.

Assobalneari guarda con interesse all’esempio calabrese. “Il nodo è la scarsità della risorsa. Purtroppo in tanti parlano della Bolkestein senza conoscerla. Ma la direttiva è chiara. Agli articoli 11 e 12 dice che le concessioni non hanno durata limitata e che le gare si fanno se la risorsa è scarsa. Il tema è che la scarsità va verificata”. La regione Calabria ci pensa da sola. Anche altre ci stanno pensando, e porteranno il tema nella conferenza unificata, il tavolo di coordinamento tra Stato e regioni. “C’è un lavoro fatto solo parzialmente, bisogna riprenderlo”, dice Licordari che sottolinea come oltre a quelle marine ci siano spiagge anche sui laghi e sui fiumi, e che bisogna considerare anche le rocce, “perché i più bei stabilimenti stanno sulle rocce”. Sulla stampa, il tema è stato oggetto di qualche ironia. “Ma solo da parte di chi non conosce l’Italia. Sul lago Maggiore, su quello di Orta, sul Garda ci sono ottimi stabilimenti balneari. Un tempo c’erano anche sul Po…”. L’invito al governo è riprendere la mappatura ampliandola dal demanio marittimo a quello di laghi e fiumi. “Lo spirito della Bolkestein non è sostituire delle imprese con altre, ma creare sviluppo e lavoro. Se la risorsa non è limitata si può fare”, dice il delegato di Confindustria.

Come se non bastasse, da ultimo ci si è messa la regione Emilia Romagna: riaprirà le scuole il 31 agosto. “Non ci posso credere. Noi teniamo aperto fino a ottobre ed è già difficile portare i bambini fuori, con tutti i compiti che gli danno…”, sorride Massimo Casanova, il titolare del Papeete. Casanova è stato il primo imprenditore balneare in politica, europarlamentare della Lega dal 2019. Non ne fa una questione di partito. “Chissenefrega se le amministrazioni sono di destra o di sinistra. Il tema qui è che non possiamo far venire olandesi e belgi a gestire servizi che da decenni sono una parte importante dell’economia locale. Si distrugge una tradizione. Significa impoverire tutto il tessuto produttivo. Io – spiega Casanova – quando ero a Bruxelles, Frits Bolkestein l’ho conosciuto. E mi ha detto che lui non pensava per niente alle spiagge…” Lo stabilimento di Milano Marittima è pronto. “Tutto questo ragionamento ci riguarda solo in parte. Noi – aggiunge – siamo un brand. A me se mi spostano, riapro. Non c’è problema. Mi chiedo, invece, come fanno tanti che hanno investito per una vita, a vedersi rimpiazzare da una multinazionale che viene da fuori. E se questo accade, poi, gli vogliamo dare almeno dei risarcimenti per tutto quello che hanno investito in tanti anni? Ma poi, alla fine, con tutti i problemi che ha l’Italia, siamo davvero sicuri che il problema sono i balneari?”

di  Alfonso Raimo su Huffpost

 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Ci assumiamo la responsabilità di leadership

Ci assumiamo la responsabilità di leadership

22 Maggio 2026

Dopo il disimpegno Usa in Europa, la Germania annuncia di essere pronta a un ruolo di primo piano per la difesa europea in base ad una "nuova ripartizione “degli oneri"

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.