Anno: XXV - Numero 26    
Mercoledì 21 Febbraio 2024 ore 13:30
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Nel mese di gennaio crollo delle gare per servizi tecnici per le opere pubbliche.

Lupoi (Oice): “Il mercato si è fermato, anche per il caos digitalizzazione; urgenti il nuovo bando-tipo e le linee guida Anac 1/2016 nel codice”.

Nel mese di gennaio crollo delle gare per servizi tecnici per le opere pubbliche.

Inizio d’anno in forte discesa per il mercato pubblico dei servizi tecnici, secondo l’aggiornamento di gennaio 2024 dell’osservatorio Oice/Informatel, infatti il totale del valore di tutti i servizi tecnici messo in gara nel mese, sommando i 38,6 milioni dei bandi di architettura e ingegneria ai 7,4 milioni di servizi compresi negli appalti integrati, arriva a 46,0 milioni, segnando un calo dell’81,2% su gennaio 2023.

Nel mese di gennaio 2024 per servizi di ingegneria e architettura (escluse le progettazioni esecutive degli appalti integrati) sono stati rilevati 141 bandi per 38,6 milioni, con cali del 52,0% in numero e dell’81,3% in valore sul mese di gennaio 2023, rispetto a dicembre 2023 il numero scende del 77,0% e del 93,1% in valore. I valori raggiunti in questo mese, sia nel numero sia nel valore, sono tra i più bassi dell’intera serie storica dell’osservatorio dal 1996.

Le gare per servizi tecnici pubblicate sulla gazzetta europea (sopra la soglia UE di 215.000 euro) a gennaio sono solo 38, nel gennaio 2023 erano state 113, -66,4 %, un calo così vistoso è dovuto al ricorso al frazionamento artificioso dei bandi per rientrare nella fascia degli affidamenti diretti (fino a 140.000 euro).

Peggiora ancora a gennaio anche il dato delle gare di sola progettazione (escluse quindi le progettazioni esecutive affidate con appalti integrato): il valore si attesta su 17,9 milioni contro i 143,0 milioni di gennaio 2023 (‐87,5%); rispetto allo scorso mese di dicembre il valore cala del 76,9%.

I bandi per affidamenti sotto i 140.000 euro, per i quali Oice tratta dal mese di ottobre 2023 anche gli open data di Anac classificandoli per i propri associati, nel mese di gennaio 2024 sono stati 93, il 66,0% del numero totale, per 5,1 milioni di euro, il 13,1% del valore totale. Nel quarto trimestre 2023, da ottobre a dicembre, i bandi sotto i 140.000 euro erano stati 1.528, il 78,7% del numero totale, per 75,9 milioni di euro, l’8,9% del valore totale.

“Dal mercato arrivano segnali che sarebbe imprudente non definire preoccupanti e speriamo che a febbraio le cose cambino – ha dichiarato Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’osservatorio – sulle ragioni abbiamo già scritto: le profonde e controverse modifiche normative, la complessa e travagliata gestazione del Pnrr e le incertezze di parte delle amministrazioni. Appare evidente che ormai è una situazione di allarme se bisogna tornare al 1996 per trovare un dato mensile inferiore: non soltanto si vedono palesemente gli effetti di una soglia per gli incarichi fiduciari così alta che induce frazionamenti artificiosi, ma appare anche chiaro che la spinta del Pnrr si sta esaurendo e che gli effetti della digitalizzazione delle procedure di appalto hanno inciso non poco sulla domanda messa sul mercato. Molto sta facendo l’Anac per sollecitare le stazioni appaltanti ma la realtà è che il numero di stazioni appaltanti qualificate rimane basso, anche se oltre le 3000. Il confronto con dicembre è impietoso, ma lo è anche su gennaio dello scorso anno, prova di una riduzione del mercato ben più accentuata di quanto prevedibile. Non vanno nascoste neanche le incertezze normative determinate dall’assenza di regole ad hoc per questo settore, cui adesso il nuovo bando-tipo per servizi di ingegneria e architettura messo in consultazione dall’Anac metterà riparo, ridando un po’ di certezza alle stazioni appaltanti, anche se ribadiamo la necessità che siano le linee guida 1/2016, adattate, a dovere essere inserite nel nuovo codice. Infine fondamentale sarà adeguare rapidamente il cosiddetto dm parametri perché molte attività oggi affidate non trovano copertura nelle voci dell’allegato I.13. A questo punto non c’è più tempo da perdere.

Le gare di sola progettazione con importo maggiore di 140.000 euro pubblicate ai sensi del D.lgs 36/23 da luglio 2023 a gennaio 2024 sono state 205, di queste 132 con richiesta di ribasso unico (sul compenso a base d’asta e sulle spese) e soltanto 50 quelle in cui si chiede il ribasso solo sulle spese e si lascia fisso il compenso (23 non citano le modalità di ribasso). Per la richiesta dei requisiti tecnici in 114 gare le stazioni appaltanti fanno riferimento a 3 anni, in 23 gare si chiedono 5 anni e in 51 gare 10 anni, in 17 manca la richiesta dei requisiti tecnici. Per i requisiti economico finanziari 98 gare fanno riferimento a 3 anni, 3 gare a 5 anni, 9 gare a 10 anni, 1 ai migliori 4 degli ultimi 8, 44 ai migliori 3 anni degli ultimi 5, 1 ai migliori 5 anni degli ultimi 10; in 49 gare manca la richiesta dei requisiti tecnici.

Nel mese di gennaio 2024 le gare rilevate per appalti integrati sono state solo 47, tutte con valore noto per un importo complessivo dei lavori di 408,1 milioni e con un importo dei servizi compresi stimato in 7,4 milioni di euro. Rispetto al mese di gennaio 2023 il numero è sceso del 71,5% e il valore dei lavori è sceso del 74,3% e il valore dei servizi è anch’esso calato dell’80,4%.

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