Nel Decreto 1° maggio anche le norme sul “salario giusto”
Il Governo, e in particolare il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche quest’anno sta predisponendo un “decreto 1° maggio”, un provvedimento legislativo per dare un’ulteriore risposta alle aspettative e alle esigenze dei lavoratori e delle imprese.
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Sarà un provvedimento organico per rafforzare i dati positivi del mondo del lavoro degli ultimi anni, con particolare riguardo ai segmenti con ancora grande potenziale, ossia donne e giovani.
Un capitolo del provvedimento sarà dedicato alla sicurezza sul lavoro, a una maggiore estensione delle tutele in favore delle famiglie, dei lavoratori delle piattaforme digitali e a un sempre più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato. Vi saranno nuove misure per dare una risposta sempre più forte alle categorie maggiormente esposte al tema del “carovita”, così da consentire alle persone e alle famiglie una vita sempre più dignitosa. In particolare il provvedimento conterrà norme efficaci per garantire un “salario giusto” ai lavoratori. Tali norme daranno risposte più celeri e più concrete di quanto si sarebbe potuto fare con la legge di attuazione della delega in materia di contrattazione collettiva, i cui temi saranno ricompresi e sviluppati nel “decreto 1° maggio”.
L’intervento si rende urgente anche alla luce del contesto di crisi internazionale, che espone il mondo del lavoro a uno “stress” che è compito del governo prevenire e affrontare con determinazione, all’interno di una visione strutturale che punta a rendere il lavoro sempre più dignitoso e remunerativo.
Anche in vista di questo Primo maggio, il provvedimento vuole essere l’occasione per ribadire un patto di fiducia tra Stato, parti sociali e cittadini. In questo percorso, il dialogo con le parti sociali resta imprescindibile: l’obiettivo comune è quello di costruire un mercato del lavoro più inclusivo, sicuro e dinamico, capace di trasformare la crescita occupazionale in benessere sociale diffuso per l’intero Paese.
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