I Moretti aggrediti dai familiari delle vittime di Crans-Montana
A Sion una folla furiosa ha gridato tutta la propria disperazione ai principali indagati della strage di Capodanno davanti all'edificio in cui si stavano tenendo le udienze dei Pm.
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“Avete ucciso 40 persone, la pagherete casa”; “Duecentomila franchi non valgono la vita”, “l’ergastolo non basta”, “dov’è il mio bambino ora?”: grida, lacrime, spintoni. A Sion una folla furiosa questa mattina, giovedì 12 febbraio, ha ‘accolto’ Jacques e Jessica Moretti, arrivati davanti al Hes-So, scuola professionale di Sion, dove si stavano svolgendo le udienze per la strage di Crans Montana.
Questa mattina, infatti, è il turno di Jessica Moretti che dovrà rispondere di nuovo alle domande dei pm, alla presenza delle parti civili. Ieri è toccato al marito, entrambi accusati di omicidio colposo per l’incendio di Capodanno avvenuto nel loro locale, in cui hanno perso la vita 41 ragazzi e ci sono stati 115 feriti gravi.
Sotto la pioggia, la coppia ha cercato di farsi largo tra gli ombrelli, i fotografi e soprattutto il gruppo di persone che li aspettava fuori dal palazzo, quando sono iniziate le urla di dolore e rabbia: “Hai ucciso 40 persone! Pagherai”. “Assassini”, “Mio figlio è morto per colpa vostra”, e ancora, “Il denaro non compra la vita dei bambini”. Le famiglie delle vittime stavano organizzando una marcia per chiedere giustizia e fare pressione sulle autorità, all’arrivo dei Moretti non sono riusciti a trattenere le forti emozioni. “Siamo qui per prenderci le nostre responsabilità, ci dispiace”, ha risposto Jacques Moretti, cercando di allontanarsi insieme alla moglie Jessica che è scoppiata in lacrime.
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