Anno: XXV - Numero 130    
Venerdì 19 Luglio 2024 ore 13:30
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Camere ingolfate fino a Ferragosto

Si è creato un imbuto, con decreti a rischio scadenza. Si andrà avanti a colpi di fiducia.

Camere ingolfate fino a Ferragosto

La maggioranza ha fretta di approvare alcuni provvedimenti spot, come il reato universale di maternità surrogata e la cancellazione dell’abuso d’ufficio.

Una pausa estiva che sarà guadagnata a fatica. E, forse, pure più breve del solito. Camera e Senato sono ingolfate di provvedimenti da approvare prima delle vacanze: dieci decreti, nello specifico, e cinque leggi che la maggioranza vuole assolutamente approvare prima che i Palazzi romani chiudano i battenti. L’ingorgo preoccupa la maggioranza: ai parlamentari, a quanto risulta ad HuffPost, è stato chiesto di assicurare la presenza fino al 9 agosto, ma c’è chi teme che i lavori proseguano fino al 13, alle porte di Ferragosto e chi, tra un caffè e l’altro alla buvette di Montecitorio, confida che per precauzione ha prenotato le vacanze dal 17 in poi. La maggioranza ha fretta, l’opposizione sa già quale sarà l’andazzo: “Si andrà a colpi di fiducia, come sempre”.

Ma com’è possibile che una maggioranza solida, che qualche volta litiga ma al momento del voto è sempre compatta, si trovi con l’acqua alla gola? È possibile quando si legifera a colpi di decreti legge, più o meno uno per ogni fenomeno che desta allarme sociale o un qualche interesse nell’opinione pubblica, che poi entro 60 giorni vanno convertiti, altrimenti muoiono. Questa volta in Parlamento ce ne sono ben 10. E le settimane per approvarli sono, se si decide di tirare fino al 9 agosto, sei. Quello che scade prima è il dl Coesione, per il quale sarà votata oggi la fiducia alla Camera. Al Senato, invece, tra oggi e domani si vota il decreto sui sindacati delle forze armate. Per entrambi entro giovedì saranno legge. Ma ne restano poi ancora otto: tra questi il decreto Agricoltura, che è in commissione al Senato ed è preda degli interessi dei partiti della maggioranza. Al testo, già di per sé zeppo di norme, sono stati proposti 600 emendamenti. Scade il 14 luglio, la fiducia è quasi scontata. Dovranno essere legge entro i primi d’agosto il decreto sul G7 e quello sulle liste d’attesa. A meno di non voler tornare in Parlamento a fine agosto per una corsa contro il tempo per metà grottesca e per metà disperata, dovranno essere convertiti prima della pausa estiva anche il decreto Campi Flegrei, quello dedicato alle materie prime, quello sulle infrastrutture – che contiene norme di vario genere – e quello sul Piano Casa.

Come se non bastasse, ai decreti si aggiungono cinque leggi, che hanno dimorato a lungo in Parlamento ma che adesso la maggioranza ha fretta di approvare, per rivendicare il risultato prima di andare al mare. Tra queste c’è il famoso ddl Nordio, quello che prevede la cancellazione dell’abuso d’ufficio: dopo una serie infinita di lungaggini in Senato, e di freddezza da parte di un pezzo di maggioranza, approderà in Aula alla Camera nel pomeriggio del 4 luglio: l’idea è quella di fare una seduta notturna, per dargli il via libera definitivo entro la fine di questa settimana. Dov’è l’urgenza? Non si sa. Un discorso simile va fatto il testo sulla maternità surrogata, atteso in Senato per la prossima settimana, e per quello sul codice della strada. Infine,c’è fretta di approvare il ddl sul riordino del sistema tributario su cui, che va esaminato d’urgenza perché bisogna prorogare una scadenza contenuta nella delega fiscale. Si punterebbe, poi, ad approvare il ddl Valditara, che deve essere legge prima dell’avvio dell’anno scolastico. Un imbuto che necessiterà di tempi contingentati. Rispetto ai quali l’opposizione è già sul piede di guerra. I mormorii sono tanti, gli strumenti per opporsi ben pochi.

Di Federica Olivo per Huffpost

 

 

 

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