Può tornare in classe ma non usare i social
Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della difesa del giovane pescarese che progettava una strage a scuola: che è stato scarcerato, dopo l'arresto scattato a Perugia a fine marzo, e trasferito in comunità,
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La notizia è una di quelle che fa trasecolare. Ha lasciato il carcere minorile di Firenze ed è entrato in comunità lo studente 17enne che progettava una strage in un liceo artistico di Pescara ed era stato arrestato a fine marzo a Perugia. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della difesa. “Può riprendere a frequentare la scuola, non può usare nessun dispositivo informatico”, è la decisione dei giudici anticipata dal quotidiano abruzzese Il Centro.
La decisione del Riesame Sì al ritorno a scuola, dunque, ma niente cellulare, tablet o pc per il 17enne considerato uno studente-modello che progettava una strage a scuola. Il suo sarà un percorso di rieducazione sociale, come previsto in Italia da varie normative.
Telegram e le altre app di messaggistica: dove germogliano le chat dell’orrore
Il provvedimento riferito da Il Centro e firmato dalla giudice Cecilia Angrisano, la stessa del caso della famiglia nel bosco, prevede “la misura della custodia cautelare con la misura del collocamento in comunità educativa con divieto assoluto dell’uso di dispositivi informatici, autorizzando l’indagato a frequentare la scuola e partecipare alle attività organizzate dalla comunità”.
Il 17enne originario di Pescara e residente in provincia di Perugia era stato arrestato a fine marzo nell’ambito di un’inchiesta del procuratore per i minorenni David Mancini con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo. I messaggi circolavano su chat segrete nell’ambito di una possibile rivoluzione suprematista. Lui si è sempre difeso: “Non sono uno stragista”.
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