Il vicolo cieco dell'antifascismo
A Verona per ottenere un passo carrabile il cittadino dovrà ripudiare il fascismo: è il nuovo maccartismo in versione tragicomica.
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A Verona l’antifascismo arriva davanti al garage: per ottenere un passo carrabile, il cittadino dovrà infatti sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai valori costituzionali e certificare il suo pieno ripudio del fascismo. Sembra una gag, ma è tutto vero: la difesa della democrazia affidata alla rampa d’accesso di un box auto.
La storia, che mai come in questo caso ama ripetersi in farsa, è piena di precedenti illustri come le loyalty oaths del maccartismo americano, giuramenti di lealtà senza i quali non si poteva lavorare nella pubblica amministrazione e ottenere permessi professionali. Oppure le adesioni ai Principios del Movimiento Nacional nella Spagna franchista, necessarie per ottenere anche una semplice licenza commerciale, o ancora le valutazioni dei commissari del popolo in Urss, le cosiddette kharakteristika. Sistemi diversissimi tra loro ma tutti accomunati dall’idea che il cittadino debba dimostrare la propria ortodossia per ottenere diritti dal governo.
Poiché non viviamo in una dittatura e la Guerra Fredda è passata da un pezzo, ci ritroviamo a vivere lo zelo ideologico di Stato in una versione tragicomica, come nel caso veronese. E allora perché fermarsi a un banale passo carrabile e non estendere la lotta? A quando la dichiarazione antifascista per l’abbonamento dell’autobus, per aprire un bar, per la prenotazione di una visita specialistica, per il cambio di residenza, per la tessera del circolo sportivo? Con questi avversari la destra governerà in eterno.
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