Il Cnf denuncia gravi omissioni nelle indagini svizzere
Greco (Presidente Cnf), “giusta la pressione del governo italiano”.
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“Da avvocato che vive quotidianamente i tribunali, sono indignato per la leggerezza dimostrata dall’autorità giudiziaria e dagli organi di polizia svizzeri in una vicenda che solleva interrogativi gravissimi. Quanto accaduto è inammissibile. Ovunque nel mondo, di fronte a reati che coinvolgono la vita umana, la prima misura è acquisire e conservare immediatamente le immagini delle telecamere come strumento essenziale per le indagini. In Svizzera, invece, in un episodio di questa gravità, non si è ritenuto necessario acquisire le registrazioni che documentavano l’uscita dal locale”.
Così Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, intervenendo a Sky TG24 Timeline.
“Apprendiamo oggi che la Svizzera non è quel Paese attento alla sicurezza che molti immaginavano. È dunque più che legittima la pressione esercitata dal nostro Governo, così come l’apertura dell’indagine da parte della Procura di Roma. Ben venga il pool investigativo italo-svizzero, affinché i nostri magistrati e investigatori possano contribuire alle indagini indicando le corrette modalità con cui condurre accertamenti così delicati”, ha poi concluso il vertice del Cnf.
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