Trump scarica su Zelensky la responsabilità del caro-carburanti
Il presidente Usa, in vista delle lezioni di novemmre, accusa Kiev di far salire i prezzi, ma Mosca continua a colpire le infrastrutture ucraine.
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Secondo il presidente americano non è il caos che ha creato intorno a Hormuz la principale causa dell’impennata dei prezzi, ma gli attacchi alle raffinerie russe. Secondo fonti della Casa Bianca “stanno danneggiando il rapporto tra i due più di quanto non danneggino la Russia”. E annuncia una tregua energetica. Kiev: “Non ne sappiamo nulla”. Mosca bombarda una centrale elettrica
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è “molto arrabbiato” con l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che accusa di contribuire all’impennata globale dei prezzi del carburante con i suoi attacchi alle raffinerie russe.
Lo ha confidato ad Axios una fonte della Casa Bianca, secondo la quale Trump ritiene che il leader di Kiev “stia dando per scontato” l’appoggio statunitense.
Dopo aver revocato venerdì scorso le sanzioni sull’esportazione di diesel russo, il presidente degli Stati Uniti – scrive Axios – “rimane concentrato sulla necessità di fermare gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio russe” e “ritiene che gli attacchi stiano facendo aumentare i prezzi della benzina negli Stati Uniti”. “Gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe stanno danneggiando il rapporto tra Zelensky e Trump più di quanto stiano danneggiando la Russia”, avvertono fonti dell’amministrazione.
L’inquilino della Casa Bianca ieri ha annunciato su Truth Social un cessate il fuoco con effetto immediato tra Russia e Ucraina, limitato agli attacchi alle infrastrutture energetiche. Zelensky ha affermaton subito dopo di non sapere nulla di tale intesa e l’unica reazione giunta finora da Mosca è il bombardamento di una centrale elettrica a Kharkiv che ieri notte ha causato tre morti.
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