Stato di emergenza al 31 gennaio e proroga CIG al 31 ottobre
In G.U. la delibera del CdM e il D.L. n. 125/2020 con nuove misure urgenti per far fronte all'emergenza
Stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso al Coronavirus prorogato al 31 gennaio 2020. A stabilirlo è la delibera del 7 ottobre 2020 del Consiglio dei Ministri pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 248/2020. In Gazzetta, inoltre, anche il nuovo decreto anti-Covid in vigore dall’8 ottobre, il Decreto Legge n. 125/2020 contenente “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020″. In materia di lavoro, il provvedimento stabilisce, all’art. 3, la proroga dei termini per i nuovi trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga. In particolare, i termini di cui all’articolo 1, commi 9 e 10, del Decreto Legge n. 104/2020 (cd. decreto “Agosto”), sono differiti al 31 ottobre 2020. Prorogata al 31 dicembre 2020, invece, l’operatività di specifiche disposizioni connesse all’emergenza, in scadenza al 15 ottobre 2020. Il decreto prevede inoltre l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto. Sono inoltre fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Questo significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Il decreto interviene poi sulla facoltà delle Regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale, e prevede che queste ultime, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33/2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai Dpcm, anche ampliative, introducendo in tale ultimo caso la previsione della necessaria “intesa” con il Ministro della Salute. Infine, sempre ai fini del contenimento del contagio, viene prevista l’interoperabilità dell’applicazione “Immuni” con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell’Unione europea e viene esteso il periodo di utilizzo dell’applicazione.
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