Sbloccare la grave situazione che si è creata nel sistema delle cessioni di credito per i bonus edilizi
Architetti: il Governo convochi subito un Tavolo con parti sociali, mondo professionale e produttivo
In evidenza
È indispensabile che il Governo convochi con immediatezza un Tavolo di confronto con le parti sociali e i rappresentanti del mondo professionale e produttivo. La soluzione al problema del blocco della cessione dei crediti per i bonus edilizi – cioè quella di prorogarla di un anno – appare come assolutamente inadeguata proprio perché tra un anno la situazione non sarà cambiata in quanto le banche presenteranno gli stessi problemi di oggi.”
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC).
“Servono altre soluzioni, ed in particolare è indispensabile estendere la possibilità di acquisto dalle banche già in possesso di cessioni di credito: questa misura consentirebbe sicuramente lo sblocco dell’attuale situazione e metterebbe in condizione i tecnici liberi professionisti e le imprese di superare l’attuale difficile crisi. È necessario, inoltre, confermare in modo chiaro e inequivocabile che chi acquista un credito, già valutato da banche attraverso i loro advisor, non può avere alcuna responsabilità evitando in tal modo che il meccanismo di cessione rimanga bloccato. Non può più essere tollerata questa situazione di incertezza, servono perciò soluzioni efficaci in grado di salvaguardare l’intera filiera delle costruzioni che rischia di vedere compromessi i benefici che sono stati ottenuti grazie al meccanismo dei bonus”.
Altre Notizie della sezione
Legge elettorale, i dubbi costituzionali riaprono lo scontro politico sul Parlamento
20 Luglio 2026La Consulta indica limiti precisi ai premi di maggioranza: il nuovo testo rischia nuove censure prima del voto.
La Camera approva la legge elettorale, che ora passa al Senato.
17 Luglio 2026Cosa prevede la riforma elettorale Meloni.
Meloni prepara la resa dei conti
16 Luglio 2026Giorgia congela il chiarimento: prima la legge elettorale, poi il conto a Tajani e Salvini per il caso preferenze.
