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Contratto Sanità, il 22 luglio il nodo degli stipendi

Aran e sindacati chiudono il confronto normativo: ora al centro aumenti retributivi per 580 mila lavoratori.

Contratto Sanità, il 22 luglio il nodo degli stipendi

Entra nella fase più delicata la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità 2025-2027. Dopo i primi incontri dedicati principalmente agli aspetti normativi, Aran e organizzazioni sindacali si preparano ad affrontare il capitolo più atteso dai lavoratori: quello delle risorse economiche. Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 22 luglio e segnerà l’avvio del confronto sugli incrementi retributivi e sugli altri istituti di natura economica del nuovo contratto.

Il rinnovo interessa circa 580 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale appartenenti al comparto Sanità, tra infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, fisioterapisti, operatori socio-sanitari, personale amministrativo e altre figure professionali che garantiscono il funzionamento quotidiano di ospedali e servizi territoriali.

L’ultimo incontro tra l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e le sigle sindacali si è svolto presso la sede dell’Agenzia e, secondo il presidente Antonio Naddeo, ha consentito di registrare ulteriori passi avanti sul versante normativo. Il confronto, ha spiegato Naddeo, si è svolto «in un clima positivo e proficuo», permettendo alle parti di proseguire il lavoro sui principali istituti contrattuali in vista della definizione del nuovo CCNL.

Nel corso della riunione sono stati approfonditi numerosi temi destinati a incidere sull’organizzazione del lavoro nei prossimi anni. Tra questi figurano il rafforzamento delle relazioni sindacali, l’introduzione e la regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione del rapporto di lavoro, il sistema degli incarichi professionali, oltre ad alcuni aspetti riguardanti ferie, permessi e disciplina del rapporto di lavoro.

Secondo il presidente dell’Aran, il negoziato procede con un ritmo sostenuto anche grazie alle riunioni tecniche parallele, che consentono di esaminare in modo approfondito i singoli argomenti e di predisporre soluzioni condivise prima del confronto politico al tavolo principale. Un metodo di lavoro che, nelle intenzioni dell’Agenzia, dovrebbe favorire un percorso più rapido verso il rinnovo del contratto.

La riunione del 22 luglio rappresenterà però uno spartiacque della trattativa. Per la prima volta le parti entreranno infatti nel merito della componente economica del contratto, affrontando il tema degli aumenti stipendiali e delle risorse disponibili per il triennio 2025-2027. Si tratta del passaggio più atteso dai lavoratori, che attendono di conoscere l’entità degli incrementi retributivi e delle altre misure economiche destinate a valorizzare il personale del Servizio sanitario nazionale.

Oltre agli aumenti tabellari, il confronto potrà riguardare anche gli altri istituti economici previsti dal contratto, la distribuzione delle risorse e gli strumenti destinati a riconoscere il valore delle diverse professionalità presenti nel comparto. La definizione della parte economica sarà determinante anche per valutare i tempi di chiusura del negoziato e la sottoscrizione definitiva del nuovo CCNL.

L’obiettivo delle parti resta quello di arrivare a un rinnovo capace di aggiornare non solo il trattamento economico, ma anche le regole che disciplinano il lavoro di uno dei comparti più strategici della pubblica amministrazione. Il contratto 2025-2027 dovrà infatti rispondere alle nuove esigenze organizzative del sistema sanitario, accompagnare l’innovazione tecnologica e valorizzare le competenze dei professionisti chiamati ogni giorno a garantire l’assistenza ai cittadini.

Con l’apertura del confronto sulle risorse economiche, la trattativa entra dunque nella sua fase decisiva. Dalle decisioni che saranno assunte nelle prossime settimane dipenderanno gli incrementi salariali e le condizioni economiche e normative che accompagneranno il personale del comparto Sanità per l’intero triennio contrattuale.

 

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