Anno: XX - Numero 176    
Martedì 22 Ottobre 2019 ore 16:00
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Bonus Sud: rendere utilizzabili gli 88 milioni restanti

La richiesta del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro nella riunione del tavolo tecnico con l’Inps

Bonus Sud: rendere utilizzabili gli 88 milioni restanti

Utilizzare tutti i fondi ancora disponibili per finanziare il Bonus Sud. È la richiesta avanzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, dopo aver registrato la piena disponibilità dell’Anpal, nella riunione del tavolo tecnico con la Direzione Centrale Inps che si è tenuta lo scorso 11 settembre. Dei 320 milioni di euro complessivamente stanziati per il Bonus Sud, infatti, 88 milioni risultano al momento inutilizzabili perché destinati alle sole assunzioni effettuate entro aprile 2019 a seguito dell’estensione dell’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud introdotta, dopo le numerose richieste della Categoria, dal d.l. n. 34/2019 convertito, con modifiche, dalla legge n.58/2019. Inoltre, sono state evidenziate alcune problematiche relative a presunti mancati rilasci della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro), causati da un non corretto dialogo tra Anpal e Inps. Anche se l’Istituto ha segnalato la soluzione della criticità, è possibile sottoporre eventuali casi al Consiglio Nazionale che, tramite la Fondazione Consulenti per il Lavoro, ha aperto un canale di assistenza diretta con l’Anpal. Nella riunione sono stati affrontati anche altri temi rilevanti per la Categoria, a partire dal rilascio, fra fine settembre e inizio ottobre, della piattaforma che consentirà ai Consulenti del Lavoro di inserire le domande Anf per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega. Si è poi discusso della gestione del Fondo Integrazione Salariale, del ripristino della funzionalità “Dati Complementari” nel cassetto previdenziale, dell’elaborazione dei DM10 virtuali in caso di richiesta massiva. Infine, insieme alla Dirigenza della Vigilanza Ispettiva Inps, è stato esaminato il caso del recupero contributivo relativo a retribuzioni non corrisposte per effetto sia di una unilaterale riduzione dell’orario di lavoro disposta dal datore di lavoro che su richiesta diretta del lavoratore.

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