Anno: XXII - Numero 75    
Mercoledì 21 Aprile 2021 ore 16:00
Resta aggiornato:

Home » Confassociazioni. Tra 2020 e primi 2 mesi 2021 persi oltre 350 mld fatturato
festival del lavoro

Confassociazioni. Tra 2020 e primi 2 mesi 2021 persi oltre 350 mld fatturato

A dirlo il presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana, presentando il report previsionale di Confassociazioni sugli scenari economici 2021.

Confassociazioni. Tra 2020 e primi 2 mesi 2021 persi oltre 350 mld fatturato

“I numeri in gioco sono drammatici. Secondo il Centro Studi di Confassociazioni, tra il 2020 e i primi 2 mesi del 2021 abbiamo perso più di 350 miliardi di fatturato. Un mondo che difficilmente potrà essere risollevato dai 20 miliardi di euro del Recovery plan che potrebbero arrivare quest’anno. Per questo, serve subito un nuovo scostamento per salvare imprese e partite Iva in crisi. Fatti i calcoli, ce ne vorrebbero almeno 50. Ci aspetta un autunno di grande sofferenza”. A dirlo il presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana, presentando il report previsionale di Confassociazioni sugli scenari economici 2021. “Siamo sempre stati ottimisti – ammette – ma il dato concreto di realtà è che siamo molto preoccupati perché il vaccino per la salute sta iniziando ad arrivare, ma per il vaccino dell’economia ci vorrà ancora molto tempo. Le risorse nel decreto sostegni non coprono nemmeno il 5% dei costi fissi. Praticamente, un’elemosina. Senza poi dimenticare – fa notare – che i 32 miliardi del decreto Sostegni erano stati autorizzati per coprire le chiusure a cavallo delle feste di Natale. Adesso siamo ad aprile, tutti in ‘quasi lockdown’ con la prospettiva di arrivare in questa situazione a maggio. E comunque le restrizioni parziali e la crisi dei consumi ci saranno quanto meno fino alla fine del 2021″. Confassociazioni stima che, nei prossimi 9 mesi, potrebbero chiudere almeno una impresa su 4 sotto i 10 dipendenti. Ecco perché i sostegni dovevano essere dati, come in Germania, con logiche estese. Se poi le imprese non ne avessero avuto più diritto in base ai parametri, li avrebbero restituiti con la dichiarazione successiva. Succede già normalmente – osserva Deiana – nel caso dell’anticipo della Naspi che viene dato ai disoccupati che vogliono aprire una partita iva. Non si poteva fare la stessa cosa? E, invece, si è fatto lo stesso errore di strategia della Ue sulla negoziazione al ribasso dei prezzi dei vaccini. Negoziare al ribasso il futuro. É vero – fa notare – che da noi esiste il capitolo cig, ma per le imprese più piccole (il 95% delle 4,3 milioni di imprese italiane) il costo del lavoro è una componente flessibile e residuale rispetto ai costi fissi. Come dire: la cig potrà lenire le sofferenze del mondo del lavoro, ma non è lo strumento per evitare i fallimenti. Il report – spiega – segnala per l’autunno l’innesco di tanti altri gravi problemi che colpiranno il sistema. Il primo problema è chiaramente la fine del divieto di licenziamento e della cig Covid prevista per il 30 giugno con prolungamenti fino al 30 settembre su base settoriale. Il Centro studi di Confassociazioni, rielaborando i ben più pessimistici dati dell’Oil, stima che potremmo perdere fino ad un milione e 500mila lavoratori nei prossimi 12/15 mesi, principalmente per effetto della chiusura di circa 500mila piccole imprese sotto i 10 dipendenti. Il tutto si sommerà ai circa 600mila occupati che abbiamo perso nel 2020 (principalmente tempi determinati) e alla perdita di decine di migliaia di stagionali e occupati in nero. Tutto questo – commenta Deiana – si sta già riversando su ammortizzatori sociali come Naspi e reddito di cittadinanza. Tralasciando il problema delle donne, insieme ai sanitari, l’altra prima linea vittima (indiretta) della strage pandemica”. Un altro problema per il Paese è l’orizzonte della fine del blocco degli sfratti che è fissata al 30 giugno. Grazie a questa salvaguardia molte persone hanno smesso di pagare gli affitti ai proprietari, non sempre a causa della crisi. Come dire, la fine del principio di legalità. Un problema per il sistema Paese – ribadisce – è quello delle moratorie sui mutui (circa 189 miliardi di euro) fissata sull’orizzonte del 30 giugno. Un grosso problema per le banche dovranno comprendere quanti soggetti avranno ancora un lavoro in grado di onorare il mutuo stesso, anche a seguito della fine del divieto di licenziamento. Senza poi dimenticare – avverte – i 162 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato con il decreto liquidità che rischiano di diventare un vero problema per le banche inizialmente, e per lo Stato a seguire. Kpmg – ricorda Deiana – stima complessivamente per la fine del 2021 e l’inizio del 2022 una cifra monstre tra i 50 e 100 miliardi di npl (non performing loans). E sullo spread generato da eventuali banche in crisi, non c’è effetto Draghi che tenga. Dobbiamo pensare – sottolinea – anche ai 107 miliardi di euro di evasione fiscale e previdenziale che, al 30 giugno 2020, ha portato il carico residuo delle cartelle esattoriali ancora da riscuotere a quasi 1000 miliardi di euro, di cui una parte preponderante relative al periodo 2001-2015, cioè praticamente prescritte. Il principio di giustizia imporrebbe di superare i problemi organizzativi e riscuoterle tutte. Ma, bisogna essere pragmatici: quanto costerebbe tentare di recuperare cartelle scadute di cui tutti (se lo sapessero) potrebbero procedere facilmente per l’annullamento al giudice di pace? Per questo – auspica – l’importante sarebbe non drenare liquidità e offrire la possibilità al sistema imprenditoriale di ripartire senza le ombre di un passato ormai inesigibile. Quanto poi alla polemica sul fatto che le tasse le pagano solo dipendenti e pensionati, varrebbe la pena di leggere l’audizione dell’Agenzia delle entrate del settembre scorso alla commissione Finanze della camera. Un testo dove viene affermato che i contribuenti con debiti residui da riscuotere sono circa 17,9 milioni, di cui 5,5 milioni sono società o partite iva, e 12,4 milioni sono dipendenti e pensionati. Come dire che – chiarisce Deiana – l’azionista di maggioranza quantitativo dell’evasione fiscale dal punto di vista delle cartelle non sono le partite iva, ma quelli che dicono che le tasse le pagano soltanto loro. Tra le tante distopie informative del mondo pandemico, un’altra verità da far venire alla luce”.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Notizie Correlate

Nasce Confassociazioni University

Nasce Confassociazioni University

26 Marzo 2021

Università del Recovery Plan dedicata di servizi formativi ad elevato impatto sociale ed economico, costruita insieme all’Universitas Mercatorum per far crescere il livello di competenze utili per il rilancio del nostro Paese”.

Nasce Confassociazioni Uk

Nasce Confassociazioni Uk

17 Marzo 2021

Il nuovo ponte sinergico che rafforza i rapporti imprenditoriali tra l’Italia e il Regno Unito

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.