Enti locali: servono correzioni sull’attività dei revisori
L’Ordine dei commercialisti invia un testo al ministero dell'Interno
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“Circoscrivere il perimetro dell’organo monocratico ai soli comuni al di sotto dei 5.000 abitanti (oggi la soglia è 15.000) e prevedere l’organo collegiale per tutte le unioni di comuni (e non solo, come è attualmente, per quelle che esercitano in forma associata tutte le funzioni fondamentali dei comuni che ne fanno parte)”: queste alcune delle proposte di modifica al Titolo VII del Testo unico degli enti locali contenute in un documento inviato al ministero dell’Interno dal Consiglio nazionale dei commercialisti, che ritiene si debba anche “intervenire sull’art.241, in modo che questo imponga anche i limiti minimi al compenso, e precisi che questi non possono essere minori al tetto della fascia dimensionale immediatamente inferiore a quella in cui rientra l’Ente”.
Il documento presentato al ministero, spiega il consigliere nazionale delegato agli Enti Locali Davide Di Russo, racchiude gli interventi che il Consiglio nazionale dei professionisti “ritiene siano in grado di soddisfare l’intento, dichiarato dal Legislatore, di favorire la valorizzazione della revisione economico-finanziaria”, si legge, infine.
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