La sfida delle coperture collettive ltc
Basterebbero 113 euro all’anno di contributo per una rendita vitalizia di 500 euro al mese.
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La sfida delle coperture collettive ltc
Per le coperture assicurative Ltc-Long Term Care, che garantiscono un sostegno economico in caso di perdita dell’autosufficienza, la soluzione individuale risulta economicamente impraticabile. La strada più ragionevole appare la realizzazione di coperture di carattere collettivo, a vita intera, che coinvolgano una collettività di soggetti (tipicamente: una comunità di carattere professionale) chiamata nella sua totalità a sostenere il relativo costo. In questo modo gli oneri finanziari per la copertura risultano estremamente contenuti, pur a fronte di prestazioni monetarie significative.
È quanto è emerso ieri a Roma da un seminario, promosso da Assoprevidenza con il Consiglio Nazionale degli Attuari, che ha preso le mosse da uno studio condotto dagli Attuari sul costo delle coperture di Ltc. Se la soluzione collettiva riguardasse i circa 10 milioni di lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione, per una rendita vitalizia di 500 euro al mese in caso di non autosufficienza basterebbe un contributo medio annuo di 113 euro. Con un aumento degli aderenti – 800 mila nuovi ingressi all’anno nell’ipotesi dello studio degli Attuari – si arriverebbe a un contributo medio annuo di soli 74 euro.
Dagli interventi sono emerse testimonianze di settori merceologici che già hanno realizzato in Italia consolidate coperture di Ltc (mondo del credito, comparto assicurativo), così come le iniziative in corso di sviluppo tra i liberi professionisti e l’esperienza ormai quarantennale della Germania, che ha reso obbligatoria la Ltc per tutti i cittadini.
Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza, ha sottolineato che, stante le crescenti aspettative di vita della popolazione italiana e la connessa potenziale diffusione di situazioni di non autosufficienza, le coperture di Ltc si configurano come un’urgente necessità per il Paese e devono accompagnare il ruolo svolto dai fondi pensione di secondo pilastro, completandone e integrandone la funzione; a maggior ragione in presenza delle nuove prestazioni alternative alla rendita vitalizia – assai apprezzate dagli aderenti – previste dai fondi stessi. “Stante le caratteristiche tecniche di dette prestazioni – ha sostenuto Corbello – vi è il rischio che l’iscritto sopravviva al piano di decumulo del proprio risparmio previdenziale e si trovi a dover far fronte alla non autosufficienza con il supporto della sola pensione di base”.
Sul punto ha concordato Mario Pepe, Presidente di Covip, sottolineando come le coperture di LTC si configurino come fisiologico completamento del ruolo di tutela assolto istituzionalmente dai fondi pensione complementari, sottolineando l’impegno della Commissione al riguardo.
Il Direttore Generale dell’Ania, Andrea Bertalot, ha affermato la centralità del comparto assicurativo, ribadendo la necessità che le coperture LTC accompagnino l’intera vita dei cittadini, salvaguardandoli da rischi di certo potenzialmente ricorrenti in tutte le età, ma sicuramente assai più significativi nell’estrema vecchiaia.
Nino Savelli, Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, ha assunto l’impegno della categoria di porsi al servizio del Paese approfondendo ulteriormente i profili tecnici della materia, la cui rilevanza sociale è ormai largamente percepita dai cittadini.
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