Anno: XXVIII - Numero 145    
Lunedì 27 Luglio 2026 ore 13:30
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Ferrovie, il banco di prova dell'estate

Forum della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Ferrovie, il banco di prova dell'estate

“La puntualità resta un indicatore essenziale della qualità del servizio e il nostro obiettivo è continuare a migliorarla. Tuttavia, i dati vanno letti nel contesto di un piano di investimenti senza precedenti. Il contratto di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana vale circa 124 miliardi di euro, una cifra mai raggiunta prima, recentemente incrementata di ulteriori 4,3 miliardi destinati all’ammodernamento, allo sviluppo tecnologico e al potenziamento della rete. Questi numeri raccontano soprattutto una rete ferroviaria che sta attraversando la più grande trasformazione della sua storia. È la dimostrazione concreta di quanto il Governo consideri il trasporto ferroviario un’infrastruttura strategica per la crescita del Paese. A queste risorse si aggiungono i 26 miliardi di euro del PNRR destinati anch’essi al settore ferroviario: solo per apprezzarne la portata, parliamo di numeri che, se considerassimo per assurdo RFI uno Stato membro dell’Unione europea, ne farebbero il nono maggiore percettore di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Lo ha dichiarato Tullio Ferrante (Fi), sottosegretario di stato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel corso del Cnpr forum “Treni e vacanze: il trasporto ferroviario italiano affronta i mesi più caldi dell’anno’, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

“Occorre andare oltre la semplice lettura delle statistiche”, ha evidenziato Fabrizio Benzoni, deputato di Azione in Commissione Attività produttive e turismo a Montecitorio.

“Un indice di puntualità del 63%, oltre a rappresentare un dato insoddisfacente, non restituisce pienamente i disagi quotidiani vissuti dai pendolari e da chi utilizza il treno per lavoro, studio o esigenze personali. La puntualità – ha aggiunto – è un elemento essenziale del trasporto ferroviario: chi sceglie il treno lo fa per poter contare su orari certi e affidabili. Quando questo viene meno, si compromette la fiducia degli utenti e si scoraggia l’utilizzo del servizio. Gli investimenti in corso sono indispensabili per recuperare ritardi infrastrutturali accumulati negli anni, in particolare nei nodi di Bologna e Firenze e nei grandi hub ferroviari, come Milano Centrale e Roma Termini, ormai congestionati. Tuttavia, resta ancora molto da fare per rendere la rete più efficiente e sicura. Molti ritardi, infatti, dipendono da una gestione della rete che richiede ulteriori interventi di ammodernamento. I numerosi cantieri aperti sono necessari: innovazione, sviluppo tecnologico e sicurezza devono procedere riducendo al minimo i disagi per i viaggiatori”.

Andrea Dara, parlamentare della Lega in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera, sottolinea le ingenti risorse investite i: “Quando si realizzano investimenti di grande portata, come quelli previsti nel 2025 con oltre 11,7 miliardi di euro stanziati, è inevitabile che l’apertura di numerosi cantieri possa generare disagi. I cittadini hanno pieno diritto di lamentarsi, perché i lavori incidono sulla qualità del servizio. È una situazione paragonabile alla ristrutturazione di una casa continuando ad abitarla o di una scuola durante le lezioni: qualche difficoltà è inevitabile. Il Ministero sta destinando risorse senza precedenti per affrontare criticità che il Paese si trascina da decenni, come ritardi infrastrutturali e colli di bottiglia della rete ferroviaria. Ai disagi causati dai cantieri e dagli scioperi si aggiungono anche gli episodi di sabotaggio, troppo spesso sottovalutati. La gestione della rete, dalla manutenzione alla logistica, spetta a RFI, mentre alle imprese ferroviarie compete garantire l’efficienza dei servizi. Il Ministero ha il compito di coordinare e sollecitare tutti i soggetti coinvolti affinché gli investimenti si traducano rapidamente in opere concrete e in un servizio più efficiente per i cittadini”.

Denuncia la totale incapacità del governo Andrea Casu, esponente del Partito Democratico in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni a Montecitorio: “Il problema dei ritardi che penalizzano milioni di italiani non è rappresentato dai cantieri, necessari per ammodernare la rete ferroviaria, ma dall’incapacità del Governo di gestirne gli effetti sulla vita di pendolari e viaggiatori. La rete è interessata da una profonda trasformazione che deve procedere senza perdere di vista le esigenze di chi la utilizza ogni giorno. I guasti possono verificarsi, ma è inaccettabile il caos informativo che accompagna ogni interruzione del servizio. La responsabilità politica ricade sull’esecutivo, che non affronta la crisi dei trasporti: i dati Eurostat dimostrano che il 68% degli italiani non utilizza mai il trasporto pubblico locale e che meno del 10% degli spostamenti avviene con i mezzi pubblici. Le inefficienze del sistema spingono i cittadini verso l’auto privata, con un tasso di motorizzazione superiore a 70 auto ogni 100 abitanti, allontanando il Paese dagli obiettivi europei di mobilità sostenibile. In questo contesto, è sconcertante che il ministro Salvini continui a parlare di record di puntualità, mentre cittadini e pendolari vivono una realtà ben diversa”.

Nel corso del dibattito moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “La puntualità del trasporto ferroviario è il risultato di una rete moderna, dove la separazione tra linee ad Alta Velocità e convenzionali si affianca a sistemi avanzati di gestione del traffico. Da quasi vent’anni l’Italia investe nel potenziamento dell’infrastruttura, un percorso tuttora portato avanti dal Ministero e da RFI. Tuttavia, mentre il Governo segnala miglioramenti, consumatori e monitoraggi indipendenti evidenziano disagi ancora significativi. Il Giappone dimostra che la puntualità è anche una cultura del rispetto del tempo e dei cittadini”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: ““Sul piano economico, i ritardi incidono negativamente sulla logistica e sulla competitività del sistema produttivo; su quello sociale, significano tempo sottratto ai cittadini e minore qualità della vita. Un servizio ferroviario puntuale dimostra rispetto per i passeggeri, consentendo loro di organizzare con certezza gli impegni quotidiani. Dal punto di vista organizzativo, la puntualità è uno dei principali indicatori dell’efficienza di un’azienda ferroviaria: quanto più il servizio è affidabile, tanto maggiore è la propensione delle persone a scegliere il treno come alternativa all’auto privata. Nel settore ferroviario, la puntualità è il risultato concreto del buon funzionamento di un sistema complesso, in cui infrastrutture, tecnologia, organizzazione e gestione devono operare in perfetta sinergia”.

https://youtu.be/DWeBmxP5VBU

 

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