Anno: XXVIII - Numero 124    
Venerdì 26 Giugno 2026 ore 13:30
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Comitati Sinistri, svolta nella gestione del rischio clinico

Se ne è parlato nel corso del 47° Congresso nazionale Simla che si è svolto a Roma la scorsa settimana.

Comitati Sinistri, svolta nella gestione del rischio clinico

I Comitati di Valutazione Sinistri (CVS) rappresentano un vero motore decisionale per le strutture sanitarie“. È il messaggio emerso dalla sessione “Medicina legale pubblica: CVS e metodologia comune”, che si è tenuta nell’ambito del 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). Un momento interamente dedicato al Comitato Valutazione Sinistri, un organo collegiale multidisciplinare, obbligatorio in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e istituito per la gestione e analisi delle richieste di risarcimento nei casi di presunta malpractice medica.

 “Questa sessione rappresenta una delle anime della medicina legale che oggi sta avendo più successo“, sottolinea la professoressa Paola Frati, presidente della sessione, consigliera SIMLA e ordinaria di Medicina Legale alla Sapienza Università di Roma. “Molti di noi rivestono ruoli chiave all’interno dei CVS, facendo sì che questi organismi non costituiscano un mero adempimento formale, ma un vero e proprio motore decisionale per le strutture sanitarie“. Il merito, secondo Frati, è soprattutto del decreto ministeriale 232/2023, cioè il regolamento attuativo della legge Gelli-Bianco: “Ha reso il CVS capace di far dialogare competenze diverse che in passato procedevano in maniera disgiunta e autonoma. La presenza obbligatoria del medico legale e del risk manager, oltre ad altre competenze fondamentali, sottolinea l’importanza della gestione integrata del contenzioso e del rischio clinico“.

Per la professoressa Frati, gli adeguamenti richiesti dalla normativa non vanno percepiti come un onere amministrativo: “Al contrario, rappresentano un’occasione per rafforzare la qualità dei processi interni, migliorare la sicurezza dei pazienti, aumentare la trasparenza nella gestione dei sinistri, consolidare la capacità difensiva della struttura con dati tracciabili e garantire una corretta allocazione delle risorse economiche“.

 Sulla stessa linea il professore Massimo Niola, anch’egli presidente della sessione e ordinario di Medicina Legale all’Università degli Studi di Napoli Federico II”, che inquadra il provvedimento nel solco della legge Gelli-Bianco: “Il DM 232/2023 appone il sigillo all’opera normativa di rilettura organica della sicurezza delle cure e della responsabilità professionale sanitaria, rendendo il CVS uno strumento obbligatorio di gestione del rischio clinico“. A tale proposito va “sicuramente ‘sfruttato’ questo momento che si ha a disposizione, facendo un ragionamento proprio dei giuristi ai quali la medicina legale, che è lanello di congiunzione tra medicina e diritto, di fatto parzialmente appartiene“. La chiave, per Niola, è ribaltare la prospettiva: “Utilizziamo l’evento a valle, il contenzioso che il CVS è chiamato a dirimere, per fare un percorso a ritroso e comprendere dove intervenire preventivamente“.

 Il Comitato, spiega Niola, assume così una duplice funzione: “Da un lato la valutazione tecnico-giuridica dei sinistri, con la stima della probabilità di soccombenza in contenzioso; dall’altro la stima del danno potenziale, attraverso pareri che costituiscono la base per determinare gli accantonamenti“. In questo quadro, conclude, è la metodologia medico-legale a fare da guida: “La medicina legale ha la prerogativa di tradurre l’eventuale errore assistenziale in strategia preventiva. In un paradigma legislativo improntato alla sicurezza delle cure, la metodologia medico-legale si erge a faro per orientare l’attività di questo organo tecnico e per intraprendere i correttivi adeguati, in sinergia con le direzioni sanitarie, affinché situazioni dannose per il paziente non si ripetano nei successivi percorsi di cura“.

 

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