Casse al 20% sì, ma basta scambi politici
Meno tasse alle Casse solo con regole sugli investimenti e senza scaricare nuovi costi su professionisti e cittadini.
In evidenza
La riduzione della tassazione dal 26% al 20% sui rendimenti delle Casse di previdenza professionali rappresenta una misura di equità ormai non più rinviabile. Le Casse non sono fondi speculativi, ma enti che gestiscono risparmio previdenziale obbligatorio destinato a garantire pensioni e welfare ai professionisti. Continuare a tassarle come normali investitori finanziari significa ignorarne la funzione sociale e perpetuare una doppia imposizione ingiustificata.
Tuttavia, l’allineamento fiscale ai Fondi pensione non può trasformarsi nell’ennesimo “do ut des” imposto dalla politica. Vincolare il beneficio fiscale a investimenti obbligatori nell’economia reale rischia infatti di comprimere l’autonomia gestionale degli enti e di piegare la previdenza a finalità estranee alla tutela degli iscritti. Prima ancora degli incentivi fiscali, servono regole certe e moderne sugli investimenti: dal 2011 si attende inutilmente un quadro normativo cogente che garantisca trasparenza, controlli e corretta gestione del patrimonio delle Casse.
Più discutibile appare invece la proposta di aumentare il contributo integrativo dal 5% al 6% per finanziare una sorta di TFR dei professionisti. Quel contributo è ribaltato sui clienti e finirebbe quindi per gravare ancora una volta sugli utenti dei servizi professionali e della giustizia, già soffocati da costi e balzelli crescenti. Il trattamento di fine attività può essere introdotto, ma attraverso la contribuzione soggettiva e senza scaricare nuovi oneri all’esterno della categoria.
La vera priorità resta un’altra: affrontare i problemi di sostenibilità futura e di adeguatezza delle pensioni professionali. Senza una riforma seria della governance, della vigilanza e degli investimenti, il rischio è che il dibattito sul TFR diventi soltanto un diversivo rispetto alle fragilità strutturali del sistema previdenziale delle professioni.
Altre Notizie della sezione
Modena, il vuoto tra follia e strategia
20 Maggio 2026El Koudri lucido per il Gip: niente terrorismo contestato, ma la strage resta senza una spiegazione credibile.
La follia non cancella il jihadismo
19 Maggio 2026La patologia individuale non spiega un copione terroristico ormai riconoscibile.
Pa e professionisti saggia la marcia indietro sui compensi più bassi.
15 Maggio 2026L’eliminazione della soglia dei 5mila euro corregge gli eccessi della norma, ma non cancella un clima di disparità ancora tutta politica.
