Anno: XXVIII - Numero 161    
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Casse, trasparenza ancora un miraggio

Gli iscritti devono pretendere controlli, competenza e pubblicità degli atti: alle elezioni non servono professori di diritto della navigazione.

Casse, trasparenza ancora un miraggio

I colleghi Rosaria Elefante e Marcello Adriano Mazzola già il 19 maggio 2017 , nell’ambito di un convegno, osservavanoAi sensi del comma 1 dell’art. 2-bis si sancisce che si intendono per pubbliche amministrazioni tutte le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, comprese le Autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione. Al comma 2 dell’art. 2-bis si stabilisce che la disciplina di cui al comma 1 deve essere applicata, in quanto compatibile, anche ad enti pubblici economici, autorità portuali e ordini professionali; alle società in controllo pubblico; alle associazioni, fondazioni, enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario da pubbliche amministrazioni o in cui la totalità o la maggioranza dei titolari Livorno 18 maggio 2017 3 dell’organo d’amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni. E che la medesima disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 si applica, in quanto compatibile, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea, alle società in partecipazione pubblica e alle associazioni, alle fondazioni e agli enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici.

Dalla lettura della norma appena ricordata appare evidente come vi rientrino pure le c.d. Casse privatizzate, ossia fondazioni private che seppur organizzate privatamente, svolgono funzioni pubbliche (previdenza, nonché assistenza in molti casi) secondo la giurisprudenza oramai consolidata ed indiscussa dei giudici di Palazzo Spada. Enti che gestiscono e coinvolgono il destino previdenziale di oltre 1,5 milioni di liberi professionisti, che hanno allo stato oltre 72 miliardi di euro di patrimonio netto (ultimo dato Adepp di aprile 2017). Enti che sono inseguiti e appetiti da tutti, che investono miliardi di euro, che intrecciano rapporti economici e politici delicatissimi. Enti che vengono indirizzati da organi eletti con vari sistemi elettorali e che hanno Consigli di Amministrazione quasi sempre formatisi al proprio interno e con criteri spesso opachi. Consiglieri di amministrazioni non scelti sempre secondo meriti e capacità, secondo l’esperienza e per l’assenza di conflitti di interessi, ma secondo criteri “politici” (capacità di acquisire il giusto consenso o di mostrarsi utile alla causa). Organi che operano (quelli di indirizzo, quelli consiliari e altri) senza che rendano conto delle proprie scelte in modo trasparente e comprensibile. Delibere (salvo rarissime eccezioni, di un paio di Casse su 22) mai pubblicate, verbali mai pubblicati. Componenti degli organi che una volta eletti non sono verificabili nel proprio operato dagli elettori, in assenza della pubblicazione e dunque lettura dei verbali. Componenti degli organi che una volta eletti si preoccupano quasi esclusivamente di curare le proprie ambizioni e assai poco gli interessi degli “elettori”. Ruoli piramidali invertiti, tali per cui la centralità della governance della Cassa viene assunta dal CdA invece che dal Comitato come dovrebbe essere da Statuto. Ecco, appunto, Statuti e regolamenti (fonti fondamentali) spesso ignorati o applicati con disinvoltura, nel silenzio generale di chi non vuole disturbare il manovratore. Collegi sindacali che spesso sono garbati, troppo garbati. Dunque alla fine anche poco indipendenti, mentre questo è il loro ruolo precipuo. Casse private che pur “vigilate” (e si badi bene, non controllate) ad almeno 5 livelli, tuttavia desiderano non essere assoggettate a controlli che consentano di vedere all’interno della “casa” di vetro cosa accada. Vetri dunque oscurati. Tutto questo può accadere, in spregio ai diritti di tutti i contribuenti, ove la Cas(s)a non sia affatto di vetro. Cassa Forense nella specie ha oltre 10 miliardi di patrimonio netto. Il Comitato dei Delegati ha mesi or sono respinto (non approvandolo) un mio emendamento al Regolamento Generale, finalizzato ad ottenere la pubblicazione in tempo reale di tutti i verbali, delle delibere del Comitato dei Delegati (e per sunto di quelle del CdA). Nonché di consentire la diretta streaming del Comitato dei Delegati, soprattutto per le sedute più rilevanti. Sarebbe poi opportuno sapere chi siano i Consiglieri di Amministrazione, se hanno conflitti di interesse, se e quali siano le loro dichiarazioni dei redditi (loro e dei familiari più stretti), immediatamente prima e durante il mandato. Questo è il percorso verso la trasparenza. Occorre dunque impegnarsi, all’interno e soprattutto all’esterno, perché tutto ciò avvenga “.

Non mi pare che le indicazioni  dei Colleghi abbiano avuto attuazione.

Tutte le Casse dispongono dei codici sulla trasparenza che rimane pero’ , in molti casi, inattuata nel disinteresse genralizzato degli iscritti che si lamentano solo al momento del pensionamento !

Ne consegue che la respknsabilità è prima di tutto degli iscritti.

Ad ottobre , per esempio, si rinnovera’ il Comitato dei Delegati di Cassa Forense e sarebbe tempo ed ora di applicare le indicazioni dei Colleghi citati.

I candidati che si propongono conoscono la materia previdenziale e  finanziaria ?

Dei Professori di diritto della navigazione possiamo anche fare a meno !

 

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