Anno: XXV - Numero 57    
Venerdì 19 Aprile 2024 ore 13:00
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Casse di traverso per non avere il decreto investimenti

Marè presidente della società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione, che ha il ministero dell'Economia come principale azionista: 'Perché i Fondi pensione di secondo pilastro ce l'hanno?'.

Casse di traverso per non avere il decreto investimenti

 

“Nel 2014 il ministero dell’Economia lanciò una bozza in consultazione per la regolamentazione degli investimenti delle Casse”, e “partecipammo anche noi”, a seguire “la storia è andata avanti, le Casse si sono messe di traverso, perché non erano d’accordo sui vincoli quantitativi.

E, effettivamente, posso riconoscere che la bozza di decreto era molto bizantina”.

Lo afferma il presidente del Mefop Mauro Marè, ascoltato stamattina in Bicamerale sugli Enti previdenziali, sostenendo, poi, che “per, da lì in avanti, le Casse” private dei professionisti “hanno sempre fatto una battaglia per non avere nessun tipo di regolamentazione. I fondi pensione ne hanno uno, le Casse no”, incalza, rispondendo alla domanda del presidente della Commissione parlamentare, il deputato leghista Alberto Bagnai, che ha ricordato che si attende l’emanazione ministeriale del decreto sugli investimenti degli Enti di previdenza privati (la precedente Legge di Bilancio ne fissava l’uscita entro il 30 giugno scorso, ndr).

    Inoltre, va avanti, malgrado il comparto degli Enti si sia dotato di un codice di autoregolamentazione sulle operazioni finanziarie, “qualche linea guida sulle Casse di primo pilastro, secondo me, ci dovrebbe essere”, aggiungendo di essere “contrario ai vincoli quantitativi” dei beni detenuti, però, conclude Marè, “la forzo un po’, ma dalle Casse il messaggio che arriva” ai ministeri vigilanti (Economia e Lavoro, ndr) è “non vogliamo essere controllate. Abbiamo il nostro profilo di ‘asset allocation’, deciso dalle stesse Casse, e lo mettiamo in pratica”, domandandosi, infine: “Perché i fondi pensione, che sono di secondo pilastro, un regolamento sugli investimenti ce l’hanno, e le Casse che sono di primo pilastro no?.

Prevalentemente gli iscritti ai sindacati, del Centro-Nord, con un certo livello di reddito”, mentre “un autonomo, del Centro-Sud, con un minor livello di istruzione, fondamentalmente non aderisce”.
 Tra le tante attività svolte, nella mia vita – ricorda dinanzi ai membri della Bicamerale – c’è stata quella di rappresentante per il ministero del Lavoro nella Cassa dei giornalisti, l’Inpgi (dal 2022 la gestione degli iscritti dipendenti è passata all’Inps, ndr): al di là della gestione delle pensioni dei giornalisti, generosa, o meno, il problema è che non c’erano più i giornalisti. Quando vengono meno gli attivi, quelli, cioè, che pagano i contributi, si può avere qualunque idea politica, o filosofica”, ma resta il “problema” dell’equilibrio dei conti, aggiunge Marè. “E – sottolinea – il medesimo rischio c’è per altre Casse” previdenziali private dei professionisti, “e lo stesso potrebbe avvenire per i Fondi pensione”.

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