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Tutti i nomi e gli eventi di chi si mobilita per il sì al referendum sulla giustizia

Dalla maggioranza all’area riformista del PD: tutti i nomi (tra i politici e i magistrati) di chi difende la riforma sulla giustizia.

Tutti i nomi e gli eventi di chi si mobilita per il sì al referendum sulla giustizia

L’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo 2026 si avvicina. I partiti e i comitati per sì (e per il no) alla riforma sulla giustizia stanno serrando i ranghi e amplificando gli sforzi di comunicazione.

Tra maratone oratorie, convegni culturali e mobilitazioni territoriali dei partiti, i promotori puntano ad allargare il consenso oltre i confini del centrodestra, coinvolgendo magistrati, mondi produttivi e anche esponenti dell’area progressista.

In attesa dell’appuntamento alle urne la strategia è chiara: prima costruire un terreno culturale favorevole alla riforma, poi passare alla mobilitazione politica su larga scala.

Nel campo del sì alla riforma sulla giustizia, nei prossimi giorni andrà in scena un confronto serrato tra i comitati promotori. Sono previsti due incontri oratori: il primo si terrà sabato 28 febbraio, dalle ore 10:30 presso Palazzo Wedekind organizzato dal Comitato “Sì Riforma”. Si alterneranno 50 magistrati favorevoli alla riforma costituzionale: tra questi anche Natalia Ceccarelli, Consigliere, Corte d’Appello di Napoli e componente del Comitato direttivo centrale dell’ANM e Giuseppe Bianco, sostituto procuratore di Roma.

Nel frattempo, si moltiplicano i convegni tematici. Nella giornata di mercoledì 25 febbraio si è svolto l’incontro “Da Sturzo ad oggi: cattolici liberali per il sì”, con la partecipazione dei parlamentari di Azione Elena Bonetti e Ettore Rosato e i saluti introduttivi di Andrea Cangini, già senatore azzurro e attuale segretario della Fondazione Einaudi.

La Lega ha annunciato gazebo informativi per il 6 e 7 marzo; negli stessi giorni è prevista un’iniziativa analoga anche da parte di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci. Dal 6 al 9 marzo Forza Italia si riunirà a Cervinia (AO) per una quattro giorni dedicata a riforme e referendum. Anche Noi Moderati organizzerà un’iniziativa a Milano con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

In casa Fdi particolare attenzione è rivolta all’evento del 12 marzo a Milano, al Teatro Parenti, un evento di partito ma che dovrebbe contemplare anche un panel sulla giustizia. A tale appuntamento è stata annunciata, e poi messa in dubbio, la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Intanto si sta spendendo molto, accanto al Guardasigilli Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per lui sono già in agenda tre tappe: Milano, in un dibattito al quale dovrebbe partecipare anche il presidente del Comitato “Giusto dire No”, Enrico Grosso; Bologna, per un confronto con gli imprenditori locali; e Lecce, il 7 marzo, in un evento con il procuratore Capoccia e la presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno.

L’obiettivo dei promotori del sì è quello di ampliare il fronte dei magistrati favorevoli alla riforma, rafforzando la presenza di toghe che sostengano pubblicamente la separazione delle carriere. “È il momento di scegliere da che parte stare: con il cambiamento o con lo status quo”, ha dichiarato Isabella Bertolini, segretaria del Comitato “Sì Riforma”. Il fronte del sì sta inoltre incontrando associazioni di categoria come Confagricoltura e Confcommercio, realtà del mondo della scuola e dell’università.

Tra gli elementi più significativi della campagna per il sì c’è, come detto, il coinvolgimento di esponenti provenienti di sinistra dall’area riformista. Una sponda che i promotori considerano strategica per sottrarre la riforma a una lettura esclusivamente di centrodestra. Dal governo, infatti, l’indicazione è di non politicizzare il voto e di mantenere il confronto sul merito della riforma, evitando toni esasperati. Un richiamo ribadito anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha invitato a evitare “argomenti che creano confusione” o reazioni che possano complicare la scelta degli elettori.

Policymaker

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