Salgono i pensionati attivi
Risultati di un'indagine del Centro studi dell'Adepp.
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I professionisti dopo il pensionamento lavorano per passione, per necessità economica, o per mantenere un ruolo sociale attivo, in proporzioni quasi equivalenti.
È uno dei risultati dell’indagine del Centro studi dell’Adepp sui pensionati attivi, presentata oggi alla riunione dei presidenti dell’Associazione degli Enti di previdenza privati, a cui sono iscritti nel complesso oltre 1,6 milioni di professionisti.
Tra le ragioni per continuare, la passione per la professione raccoglie quasi il 30% delle risposte, le necessità economiche si avvicina al 24%, il ruolo sociale al 22%.
Il primato per la passione è trainato da alcune professioni, come i medici e i dentisti (oltre il 42%), psicologi (quasi il 38%), periti agrari (34%) e per più di un avvocato su quattro. Per i dottori commercialisti, invece, la prima motivazione è il mantenimento di un ruolo sociale attivo, mentre per i farmacisti il motivo più importante è la prosecuzione dell’attività in ambito familiare. In 7 Casse su 14 la necessità economica è la prima motivazione.
L’esercizio dell’attività professionale si riduce con l’età, ma il 36% lavora ancora più di 30 ore a settimana (quota che sale al 47% escludendo medici e odontoiatri). Chi ha cambiato modo di lavorare ha soprattutto ridotto l’orario (36%) o selezionato gli incarichi (29%).
Il 63% ritiene l’assegno pensionistico non adeguato ai contributi versati, mentre il 15% dichiara di non sapere su quale base sia stato calcolato. Ben il 52% conosce poco o per nulla il welfare della propria Cassa.
I NUMERI DELL’INDAGINE ADEPP
Indicatore Risultato
Passione per la professione Quasi 30%
Necessità economiche Quasi 24%
Mantenimento di un ruolo sociale attivo Circa 22%
Medici e dentisti che lavorano per passione Oltre 42%
Psicologi che lavorano per passione Quasi 38%
Periti agrari che lavorano per passione 34%
Avvocati che lavorano per passione Più di 25%
Casse in cui prevale la necessità economica 7 su 14
Pensionati attivi che lavorano oltre 30 ore a settimana 36%
Oltre 30 ore settimanali, esclusi medici e odontoiatri 47%
Hanno ridotto l’orario di lavoro 36%
Hanno selezionato gli incarichi 29%
Giudicano inadeguato l’assegno rispetto ai contributi versati 63%
Non sanno su quale base sia stata calcolata la pensione 15%
Conoscono poco o per nulla il welfare della propria Cassa 52%
Professionisti iscritti alle Casse aderenti all’AdePP Oltre 1,6 milioni
Fonte: Centro studi AdePP, indagine sui pensionati attivi.
Il dato politico-previdenziale: quasi un pensionato su tre continua a lavorare soprattutto per passione, ma quasi uno su quattro lo fa per necessità economiche. Il 63% considera inadeguato l’assegno pensionistico rispetto ai contributi versati, mentre oltre la metà conosce poco o per nulla il welfare della propria Cassa. Un quadro che mette in evidenza sia il valore sociale dell’attività professionale dopo il pensionamento sia le criticità nella percezione della tutela previdenziale.
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