Anno: XXVIII - Numero 195    
Giovedì 15 Ottobre 2026 ore 13:30
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Nel Dpr la clausola a tutela delle altre professioni sanitarie

Nel regolamento sui Biologi approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri tutela per le altre professioni sanitarie, nella direzione chiesta dalla Federazione nazionale.

Nel Dpr la clausola a tutela delle altre professioni sanitarie

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), insieme a quelle di Chimici e Fisici, Medici e Veterinari, aveva chiesto un correttivo al Parlamento. La novità è nel nuovo comma 3 dell’articolo 31 del DPR 328/2001, che attribuisceall’elenco delle attività professionali dei Biologi un valore solo “ricognitivo” di competenze già previste dalla normativa.

In pratica le attività vanno esercitate “dal punto di vista biologico”, tenuto conto dell’interdisciplinarità con le altre professioni e ferme restando le attribuzioni professionali previste dalla normativa vigente. La formulazione coincide con l’impostazione indicata dal Consiglio di Stato, che aveva avvertito del rischio di confusione e di contenziosi tra Ordini.

La Fno Tsrm e Pstrp ribadisce che i punti più sensibili sono quelli in cui le attività dei Biologi toccano competenze già riconosciute per legge ai Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, ai Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e ai Dietisti, temendo sconfinamenti e sovrapposizioni.

“La clausola va nella direzione che avevamo indicato. È sulla chiarezza dei ruoli che poggiano la sicurezza delle persone assistite e la qualità delle prestazioni. Ogni professionista sanitario deve poter continuare a fare ciò che la legge gli riconosce, senza zone grigie”, afferma Diego Catania, presidente della Fno Tsrm e Pstrp.

“La strada maestra è il confronto e il dialogo, tra le professioni e le Istituzioni, per costruire insieme regole chiare e condivise, a garanzia della sicurezza e della qualità delle cure”, conclude Catania.

 

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