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L’ordine del giudice: l’ottantaquattrenne esca di casa se ci sono acquirenti

Il giudice dell’esecuzione di Castrovillari ha disposto che i potenziali acquirenti della nuda proprietà visitino l’immobile alla sola presenza del custode giudiziario. La difesa contesta l’esclusione dell’anziana e dei legali e chiede un’ispezione ministeriale.

L’ordine del giudice: l’ottantaquattrenne esca di casa se ci sono acquirenti

Una donna di 84 anni, titolare di un diritto di usufrutto sulla propria abitazione la cui nuda proprietà è stata pignorata, potrebbe dover lasciare temporaneamente la casa in cui vive per consentire a potenziali acquirenti di visitare l’immobile senza incontrare l’anziana signora. Non perché il diritto di usufrutto vantato da quest’ultima sia stato pignorato. Non perché sia stato disposto uno sfratto. E neppure perché risultino documentati episodi di minacce o intimidazioni nei confronti degli aspiranti acquirenti. Ma perché, secondo un provvedimento del giudice dell’esecuzione del Tribunale di Castrovillari, le visite immobiliari devono svolgersi alla presenza del solo custode giudiziario.A raccontarci questa storia è l’avvocato Graziella Algieri, che assiste l’anziana e si chiede: «Dalle visite vengono esclusi anche la parte esecutata e i rispettivi avvocati. Una vicenda che apre una questione delicata: fino a che punto può spingersi il potere del giudice dell’esecuzione nel disciplinare le visite di un immobile, quando sono coinvolti diritti reali che non sono stati pignorati?». La legale precisa poi che «la vendita della nuda proprietà non comporta, di per sé, l’estinzione dell’usufrutto». Eppure, proprio la titolare di quel diritto si trova oggi al centro di una controversia sulle modalità di accesso all’abitazione.

Il custode giudiziario ha chiesto che durante le visite dei potenziali acquirenti non fossero presenti né l’usufruttuaria, né l’esecutata, né i rispettivi difensori. La motivazione? Garantire la riservatezza e l’identità personale dei visitatori. «La disposizione secondo cui le visite devono avvenire alla presenza del solo custode pone quindi un problema concreto: che cosa deve fare l’anziana durante gli accessi? Deve uscire di casa? Per quanto tempo? Chi custodisce i suoi effetti personali? Può essere accompagnata da un familiare o da un avvocato? E che cosa accade se non è nelle condizioni di allontanarsi? Il provvedimento del Tribunale non chiarisce questi aspetti», dice ancora l’avvocato Algieri.

C’è poi un secondo aspetto, che riguarda direttamente il ruolo dell’avvocatura. Il provvedimento esclude anche i difensori. Nessuno sostiene che gli avvocati debbano interferire con i potenziali acquirenti, rivolgere loro domande o tentare di influenzarne le decisioni. «Ma la difesa ha rappresentato una necessità diversa: verificare che durante le visite vengano mostrati esclusivamente i beni effettivamente posti in vendita», dice ancora Algieri. La questione non è formale: «Nel complesso esistono porzioni immobiliari appartenenti a soggetti terzi, estranee al pignoramento, la cui esatta delimitazione è già stata oggetto di contestazioni. La stessa usufruttuaria è anche proprietaria di autonome porzioni immobiliari non pignorate».

La vicenda, secondo quanto riferito sempre dalla difesa, si inserisce in un quadro di precedenti segnalazioni concernenti la gestione di procedure esecutive davanti al Tribunale di Castrovillari. Sono già state rappresentate alla Presidenza del Tribunale criticità relative al contraddittorio, alle modalità operative degli ausiliari e al trattamento delle parti coinvolte. Algieri riferisce inoltre di avere richiesto un’ispezione ministeriale, che intende nuovamente sollecitare alla luce degli ultimi sviluppi. «L’autonomia del giudice nell’esercizio delle proprie funzioni costituisce una garanzia fondamentale ma l’indipendenza della magistratura deve convivere con l’effettività delle garanzie processuali e con il rispetto dei diritti dei soggetti coinvolti nell’esecuzione» prosegue Algieri che conclude: «Può una procedura esecutiva, nata per vendere la nuda proprietà di un immobile, arrivare a comprimere il godimento dell’usufruttuaria e a escludere ogni presenza difensiva senza una puntuale valutazione delle circostanze concrete? È una domanda che va oltre il singolo fascicolo. Riguarda il modo in cui la giustizia esercita i propri poteri e il rispetto che deve a ogni cittadino, anche quando quel cittadino si trova coinvolto in un’esecuzione immobiliare. Perché l’efficienza delle vendite giudiziarie è certamente un obiettivo importante ma la tutela dei diritti non può restare fuori dalla porta insieme all’usufruttuaria e ai suoi avvocati».

Di Valentina Stella su Il Dubbio

 

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