Anno: XXVIII - Numero 197    
Venerdì 16 Ottobre 2026 ore 13:30
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Ok della Ue all’Italia sulla clausola di salvaguardia

Valutazione della commissione positiva, ora la decisione definitiva al Consiglio.

Ok della Ue all’Italia sulla clausola di salvaguardia

 Via libera della Commissione europea alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia. “Oggi rappresenta un passo importante nella procedura prevista dalla salvaguardia nazionale. Lo scorso 11 settembre abbiamo ricevuto dall’Italia una richiesta di attivazione. L’Italia è il 19esimo Paese a farne richiesta. Abbiamo valutato la richiesta e la nostra valutazione ha concluso che nel caso dell’Italia l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel breve periodo. In altri termini, la nostra valutazione è positiva”, ha riferito un portavoce della commissione europea, Balazs Ujvari durante la conferenza stampa di metà giornata Ora la questione passa al Consiglio europeo “che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata dall’Italia”, ha spiegato.

L’aumento della spesa per la difesa e l’energia in Italia, derivante dall’attivazione della clausola europea di salvaguardia, “non preannuncia un cambiamento di rotta fiscale” del Paese. E’ quanto si legge un un report di Fitch Ratings.

Secondo l’agenzia di rating i maggiori deficit previsti nel 2027-2028 con l’attivazione della NEC “riflettono in parte considerazioni politiche, ma non segnalano un improvviso cambiamento nell’approccio fiscale del governo” che “ha perseguito una gestione prudente della spesa e fatto ipotesi conservative sulle entrate”.

Anche lo scenario macroeconomico che prevede una crescita dell’1% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027-28 “è sostanzialmente coerente con le ultime previsioni di Fitch”.

Per l’agenzia di rating “l’attenzione del governo nel limitare gli effetti degli elevati costi energetici su famiglie e imprese (l’indice dei prezzi al consumo ha raggiunto il 4,1% a settembre) riflette in parte l’imminente tornata elettorale, che si terrà il prossimo anno. Tuttavia, i risultati di bilancio potrebbero nuovamente superare gli obiettivi prefissati, date le ipotesi prudenti sulle entrate”.

 

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