Truffe, cresce l’allarme
Sempre più sofisticate, ora si utilizza anche l’IA.
Diffidare dai numeri di telefono sconosciuti? Sì, ma non basta: perché oggi i truffatori chiamano anche da numeri noti. Si chiama spoofing: è la tecnica informatica che consente di falsificare l’identità di chi chiama facendola apparire come un’utenza telefonica riconducibile a enti pubblici o a forze dell’ordine. E se il phishing ormai è noto – il tentativo di ottenere informazioni sensibili come dati bancari, codici di accesso o credenziali personali – è altrettanto pericoloso il vishing, la truffa telefonica vocale in cui i criminali si fingono operatori di banca, enti pubblici o aziende affidabili per ottenere informazioni sensibili. Ancora: con lo smishing l’utente viene attirato, mediante un messaggio, a cliccare su un link. E da quel clic iniziano i guai. I termini – smishing, phishing, vishing, spoofing – sono complicati. Il succo della faccenda no: è la moltiplicazione dei fronti di frode e delle truffe online. Con la “sim swap”, ancora, i truffatori riescono a ottenere il controllo del numero di telefono della persona finita nel mirino.
Le truffe si moltiplicano con tecnologie sempre nuove e l’uso dell’intelligenza artificiale. Ed è questo una delle emergenze più grandi. Non è un caso, che la prima edizione degli Stati generali dei consumatori e degli utenti liguri, che si è svolto ieri, giovedì 15 ottobre, a Palazzo Spinola, abbia messo il tema dell’informazione e della difesa delle frodi al centro della giornata. Con la distribuzione di un vero e proprio vademecum voluto da Prefettura di Genova, Poste Italiane (area Nord Ovest), Abi (Associazione bancaria italiana), polizia, carabinieri, Guardia di finanza, Regione Liguria, Comune di Genova, Città metropolitana, Anci e Inps assieme alle nove realtà che compongono la fortissima rete delle associazioni dei consumatori a Genova.
Solo in Liguria, nel 2025, le truffe informatiche sono state 935 con oltre 9,5 milioni di euro di danni. Di questi 935 casi circa 600 – in aumento del 10% rispetto al 2024 – sono andati a segno a Genova (e provincia). Sono solo alcuni dati di un fenomeno sempre più allarmante. Fra le truffe più comuni ci sono quelle che riguardano fantomatici blocchi dei pagamenti (con richiesta di codici e dati personali o finanziari), quelle che promettono investimenti molto vantaggiosi o che propongono offerte di lavoro fasulle e le chiamate con richieste di denaro per sbloccare situazioni di emergenza.
Alcune di queste telefonate fasulle vengono fatte anche ascoltare, dalle forze dell’ordine, durante gli Stati generali dei consumatori e degli utenti liguri. Come la chiamata ricevuta sul cellulare da una donna alla quale viene comunicato che la propria figlia ha avuto un incidente. Chi chiama ha toni risoluti, mette fretta, crea volontariamente confusione. E quando la mamma chiama il numero di cellulare della figlia per verificare, sente la voce di un uomo che chiede soldi per togliere la ragazza dai guai. Tutto falso. E le tecniche sono sempre più evolute. Come difendersi? Non condividere i dati personali, usare password forti e attivare l’autenticazione a due fattori, non cliccare su link non verificati, diffidare da chi sollecita pagamenti immediati o segnala pericoli: queste sono alcune delle mosse da mettere in atto. Una raccomandazione che risuona, poi, è sempre quella di parlare, di confidarsi e confrontarsi. Di contattare il 112. E di fare denuncia, in caso di frodi e truffe subite.
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