Anno: XXVIII - Numero 191    
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Fratelli d'Italia primo partito: centrodestra avanti sul campo largo. Pd arretra

I dati dell'istituto Noto per 'Porta a Porta' sulle intenzioni di voto degli italiani. In calo Futuro Nazionale, stabile la Lega.

Fratelli d'Italia primo partito: centrodestra avanti sul campo largo. Pd arretra

Fratelli d’Italia cresce, il Pd cala. E scende anche Roberto Vannacci. Sono alcuni dei dati del sondaggio dell’istituto Noto per ‘Porta a Porta’, sulle intenzioni di voto degli italiani, oggi 6 ottobre, in caso di elezioni. Fratelli d’Italia, ampiamente primo partito, guadagna lo 0,3% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 22 settembre e sale al 28%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna ulteriore terreno sul Pd della segretaria Elly Schlein, che cede lo 0,5% e scende al 19,5%.

Come cambiano gli equilibri politici

Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,5% ed è stabile. Forza Italia è al 6,9% (-0,1%), Futuro Nazionale perde lo 0,3% ed è al 6,7%, la Lega resta al 6%. Alleanza Verdi e Sinistra è al 6,5% in crescita di mezzo punto. Azione-Liberal democratici-Spazio pubblico cede lo 0,5% ed è al 4%, Italia viva-Casa riformista con Più Europa sono al 2,5% in calo dello 0,4%. Noi moderati è all’1,4% (-0,1%), Progetto civico-Avanti Psi è all’1,5% (+0,2%), Sud chiama Nord (Cateno De Luca) insieme a Civici è stabile all’1,1%.

Infine lista ‘Uno più uno’ (Ruffini-Gabrielli) si attesterebbe allo 0,3% (altre liste al 3,1%, +0,5%). In generale, il centrodestra è al 43,4% in crescita dell’1,1%, mentre il Campo largo (con Italia viva e Più Europa) è al 42,8% e sale dello 0,1%. La stima dell’affluenza resta al 62% come nella scorsa rilevazione.

l dato Noto del 6 ottobre fotografa un quadro interessante: il centrodestra resta davanti, ma il vantaggio sul Campo largo è ancora contenuto. Il vero segnale politico è il rafforzamento di Fratelli d’Italia, mentre il Pd continua a perdere terreno e Futuro Nazionale arretra dopo la forte crescita dei mesi precedenti.

Sondaggio Noto – Porta a Porta, 6 ottobre 2026

Partito / lista

6 ottobre

Variazione

Fratelli d’Italia

28,0%

+0,3

Partito Democratico

19,5%

-0,5

Movimento 5 Stelle

12,5%

=

Forza Italia

6,9%

-0,1

Futuro Nazionale

6,7%

-0,3

Alleanza Verdi e Sinistra

6,5%

+0,5

Lega

6,0%

=

Azione-Liberal democratici-Spazio pubblico

4,0%

-0,5

Italia Viva-Casa riformista + Più Europa

2,5%

-0,4

Progetto civico-Avanti Psi

1,5%

+0,2

Noi Moderati

1,4%

-0,1

Sud chiama Nord + Civici

1,1%

=

Uno più uno (Ruffini-Gabrielli)

0,3%

—

Altre liste

3,1%

+0,5

Sondaggio Noto: intenzioni di voto

Rilevazione del 6 ottobre 2026 sulle intenzioni di voto degli italiani.

0%8%16%24%32%Fratelli d’ItaliaPartito DemocraticoMovimento 5 StelleForza ItaliaFuturo NazionaleAlleanza Verdi e Si…LegaAzioneItalia Viva + Più E…Progetto civico-Ava…Noi ModeratiSud chiama Nord + C…Uno più uno

Coalizioni

Area

Consenso

Variazione

Centrodestra

43,4%

+1,1

Campo largo

42,8%

+0,1

Vantaggio centrodestra

+0,6 punti

 

Affluenza stimata: 62%, invariata.

L’analisi

Il primo dato da mettere in evidenza è il 28% di Fratelli d’Italia. Meloni non soltanto conserva saldamente la leadership del sistema politico, ma torna a guadagnare terreno proprio mentre il principale avversario, il Pd, arretra. Lo scarto tra FdI e democratici arriva così a 8,5 punti, una distanza politicamente pesante.

Il secondo elemento è infatti la nuova frenata del Pd, al 19,5%. Mezzo punto perso in una sola rilevazione riporta il partito sotto la soglia psicologica del 20%. È un segnale che pesa soprattutto perché arriva mentre il M5S rimane fermo al 12,5% e quindi non sembra esserci uno spostamento significativo dell’elettorato progressista verso Conte: il problema del Pd appare piuttosto quello di non riuscire ad allargare il proprio perimetro.

Il Movimento 5 Stelle, al 12,5%, resta dunque il terzo partito e conserva una posizione decisiva negli equilibri del centrosinistra. Ma il dato complessivo racconta una difficoltà strutturale del Campo largo: la somma delle opposizioni non produce automaticamente una maggioranza politica, soprattutto perché al suo interno restano forti differenze strategiche e di leadership.

Interessante anche la crescita di Avs, al 6,5% (+0,5). È uno dei pochi movimenti significativi della rilevazione. Ma la crescita di Avs non compensa la perdita del Pd e quella delle formazioni centriste. Azione scende infatti al 4%, mentre Italia Viva-Casa riformista e Più Europa si fermano complessivamente al 2,5%.

Sul fronte del centrodestra, Forza Italia scende appena al 6,9% e la Lega resta al 6%. La coalizione, quindi, non cresce grazie ai suoi alleati tradizionali, ma soprattutto grazie alla forza di FdI e alla tenuta dell’intero blocco.

Il caso Vannacci

Il dato politicamente più interessante dopo quello di Meloni è Futuro Nazionale al 6,7%, in calo di tre decimali. La formazione di Roberto Vannacci resta comunque una forza di dimensioni rilevanti, ma la rilevazione suggerisce che la sua crescita non sia inarrestabile.

Il punto è importante: Vannacci pesa, ma non può ancora essere considerato il dominatore del centrodestra. La sua formazione rimane nettamente dietro FdI e sostanzialmente nella stessa fascia di Forza Italia e Avs. Il calo dello 0,3% potrebbe indicare una fase di assestamento dopo la forte crescita registrata nelle precedenti rilevazioni.

Il dato politico complessivo

La fotografia del 6 ottobre è quindi abbastanza netta:

Meloni rafforza la propria posizione, Schlein arretra, Conte resta stabile e Vannacci rallenta.

Il centrodestra sale al 43,4%, mentre il Campo largo arriva al 42,8%. La distanza è appena di 0,6 punti, dunque non siamo davanti a un distacco incolmabile. Ma c’è un elemento qualitativo che rende il dato più significativo: il centrodestra guadagna 1,1 punti, mentre il Campo largo cresce soltanto di 0,1.

In altre parole, la partita resta apertissima, ma la dinamica è favorevole alla maggioranza.

E soprattutto emerge una contraddizione per l’opposizione: per battere Meloni non basta sommare Pd, M5S, Avs e centristi. Serve trasformare una somma elettorale in una coalizione politicamente credibile, con una leadership riconoscibile e un programma comune. Al momento, il sondaggio Noto non dimostra che questo passaggio sia stato compiuto.

La fotografia più efficace è dunque questa: il centrodestra non scappa, ma il Campo largo non riesce ancora a prenderlo. E mentre le opposizioni discutono sulla formula della coalizione, Meloni continua a mantenere il controllo della partita.

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