Bonelli frena sulle primarie
Il co-portavoce di Europa Verde detta il percorso del centrosinistra: intesa politica prima della scelta del candidato. «Possiamo intercettare il malessere».
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Angelo Bonelli interviene sul programma e sulle primarie del centrosinistra
Il confronto tra Elly Schlein, Giuseppe Conte e le altre forze del centrosinistra deve partire dal programma e dalla costruzione dell’alleanza. La scelta dell’eventuale candidato attraverso le primarie potrà essere affrontata successivamente.
È la posizione espressa da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, durante un intervento a Omnibus su La7.
Bonelli considera preferibile raggiungere un’intesa politica tra le forze della futura coalizione senza ricorrere alle primarie.
«Nel confronto con Elly Schlein e Giuseppe Conte dobbiamo partire dal programma e costruire il percorso dell’alleanza», ha dichiarato.
Il deputato non esclude comunque il ricorso alla consultazione per individuare la guida della coalizione una volta definita la data delle elezioni.
«Sulle primarie la mia opinione è chiara: se si riesce a trovare un’intesa politica, meglio. Se, definita la data delle elezioni, qualcuno riterrà necessario farle, si faranno. Ma prima vengono il programma e la proposta politica per il Paese», ha spiegato.
Bonelli ha quindi contestato il bilancio dei quattro anni del governo guidato da Giorgia Meloni.
«Giorgia Meloni rivendica la longevità del suo governo, ma dopo quattro anni la domanda è: quali risultati ha prodotto per gli italiani?», ha affermato.
Il co-portavoce di Europa Verde ha richiamato la bocciatura referendaria della separazione delle carriere e ha sostenuto che quasi sei milioni di persone rinuncino alle cure, che la povertà assoluta abbia raggiunto livelli record e che gli stipendi italiani siano tra i più bassi d’Europa.
Un altro punto dell’intervento ha riguardato il costo dell’energia per famiglie e imprese.
Secondo Bonelli, il governo avrebbe speso circa 38 miliardi di euro di risorse pubbliche per contenere gli effetti delle bollette e del caro carburanti senza modificare il sistema energetico nazionale.
«Sull’energia il fallimento è evidente: il governo ha speso circa 38 miliardi di euro di soldi pubblici per tamponare bollette e caro carburanti, ma famiglie e imprese continuano a pagare l’energia tra le più care d’Europa», ha dichiarato.
Per il deputato di Avs si sarebbe trattato di «una montagna di risorse spesa senza cambiare il sistema energetico del Paese».
Bonelli ha attribuito la situazione alla scelta dell’esecutivo di continuare a puntare sul gas.
«Meloni ha scelto di restare agganciata al gas invece di accelerare sulle rinnovabili, che avrebbero consentito di ridurre strutturalmente il costo dell’energia e la nostra dipendenza dall’estero», ha affermato.
Secondo Bonelli, nel Paese sarebbe presente un «malessere profondo» percepito anche dalla presidente del Consiglio.
Il centrosinistra, a suo giudizio, può intercettarlo e competere per la vittoria soltanto attraverso una proposta legata alle condizioni quotidiane dei cittadini.
«Noi possiamo intercettarlo e vincere, ma dobbiamo costruire un’alternativa che parli della vita quotidiana delle persone: salari, sanità, lavoro, giovani, energia e periferie», ha concluso.
Da Il Dubbio
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