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Sanità, Schillaci chiede 5,5 miliardi: infermieri in prima linea

Assunzioni, stipendi e liste d’attesa: la manovra 2027 mette sul tavolo 6,5 miliardi complessivi.

Sanità, Schillaci chiede 5,5 miliardi: infermieri in prima linea

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto al Mef 5,5 miliardi aggiuntivi per la sanità nel 2027, oltre al miliardo già programmato. Circa un miliardo servirebbe al piano straordinario di assunzioni, con gli infermieri in cima alla lista: la Fnopi ne stima 65mila mancanti e l’albo cresce di meno di 3mila unità l’anno.

La richiesta al Mef e il nodo del rapporto con il Pil

Sul tavolo del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è arrivata la richiesta del ministero della Salute per la legge di bilancio 2027: 5,5 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al miliardo già iscritto a legislazione vigente, per un incremento complessivo di 6,5 miliardi.

Dietro la richiesta c’è un numero preciso. Con il solo miliardo già programmato, nel 2027 il Fondo sanitario nazionale si fermerebbe intorno a 143,9 miliardi e il suo peso sul Pil scenderebbe dal 6,18% del 2026 al 6,06%. Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale perderebbe terreno rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese mentre la domanda di prestazioni continua a salire.

La Fondazione Gimbe segue lo stesso indicatore da anni. Analizzando il Documento di finanza pubblica 2026, la fondazione ha calcolato che il divario tra Fondo sanitario e spesa sanitaria effettiva passerà dai 4,3 miliardi del 2024 a 13,4 miliardi nel 2029, per un totale di 30,6 miliardi nel triennio 2027-2029. Senza nuove risorse, avverte il presidente Nino Cartabellotta, lo squilibrio ricadrà sui bilanci regionali, che dovranno tagliare prestazioni o aumentare le tasse.

Un miliardo per il personale, gli infermieri in cima alla lista

La voce più pesante della richiesta vale circa un miliardo e serve a proseguire il piano straordinario di assunzioni. Gli infermieri sono la categoria più esposta: la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) stima una carenza di 65mila unità, mentre gli iscritti all’albo erano 464.193 al 30 giugno 2026, appena 2.880 in più rispetto a dodici mesi prima. L’età media della professione è salita a 46,6 anni.

I confronti internazionali spiegano perché il saldo resta basso. Il rapporto Eurispes di luglio 2026 conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti in Italia contro una media europea di 8,9, con una retribuzione media annua di 32.400 euro a fronte dei 39.800 della media Ocse. Nel 2025 hanno lasciato il Paese 5.770 infermieri, diretti soprattutto in Regno Unito (44%) e Svizzera (24%). Anche dentro i confini le distanze restano ampie: 86,2 infermieri ogni diecimila abitanti nel Lazio, 52,2 in Campania.

Liste d’attesa

Il ministero porta in manovra anche il capitolo liste d’attesa. Il bollettino Agenas sul primo semestre 2026 registra un miglioramento: le prenotazioni salgono da 13,3 a quasi 15 milioni (+12,4%), le prime visite erogate nei tempi di garanzia passano dal 76,4% al 78,5% e gli esami diagnostici dall’82,8% all’84,6%. Restano fuori soglia 2,8 milioni di prestazioni, di cui 1,44 milioni di prime visite e circa 760mila esami. Cinque regioni stanno sotto il 70% di rispetto dei tempi.

Chi non riesce ad aspettare rinuncia o paga. Secondo l’Istat, nel 2024 il 9,9% della popolazione, circa 5,8 milioni di persone, ha rinunciato a visite specialistiche o accertamenti; nel 6,8% dei casi la causa erano le liste d’attesa. Il 23,9% degli italiani ha sostenuto per intero il costo dell’ultima prestazione specialistica.

Pronto soccorso, farmaci e tariffe

Sul pronto soccorso i dati Agenas relativi al 2023 contano 18,27 milioni di accessi, il 68% dei quali con codice bianco o verde e circa 4 milioni classificati come impropri. Il tempo medio di permanenza prima del ricovero è passato da 25 ore nel 2019 a 31 nel 2023, e pesa sul carico assistenziale degli infermieri di area critica e di medicina d’urgenza.

Le altre voci della richiesta al Mef riguardano:

  • un miliardo per aggiornare le tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza ospedaliera;
  • circa 1,5 miliardi per la farmaceutica, dopo che il rapporto OsMed 2025 dell’Aifa ha fotografato una spesa complessiva di 39,3 miliardi, in crescita del 6%;
  • oltre un miliardo per il Fondo per la non autosufficienza, obiettivo che Schillaci ha indicato a fine luglio;
  • risorse per i costi energetici di ospedali e strutture, che lavorano senza interruzione.

Quanto arriverà davvero

A metà agosto il conto delle richieste dei ministeri superava i 17 miliardi, contro un quadro di finanza pubblica che tiene il deficit sotto il 3% del Pil e limita al 2,2% la crescita della spesa netta. Le ricostruzioni più prudenti indicano un aumento realistico di 2-3 miliardi da sommare al miliardo già stanziato, quindi circa quattro miliardi complessivi: meno della metà di quanto chiesto.

Cosa cambia per gli infermieri

Il contratto 2025-2027 del comparto sanità è già chiuso. Porta 2,26 miliardi a regime per 592.638 dipendenti, con aumenti medi di 209 euro al mese, 240 euro per gli infermieri e un’indennità aggiuntiva di 100 euro per chi lavora in pronto soccorso. La manovra 2027 deciderà altro: se ci saranno le risorse per assumere il personale che oggi manca e per finanziare la tornata contrattuale successiva.

Resta aperto anche il fronte della formazione. Per l’anno accademico 2026/27 le Regioni hanno approvato 25.479 posti per il corso di laurea in infermieristica, 361 in meno di quelli chiesti dalla Fnopi. Il Nursind osserva che il calcolo del fabbisogno non tiene conto del personale necessario alle Case e agli Ospedali di comunità: mancherebbero quasi 7.000 infermieri a tempo pieno solo per le strutture già aperte, e almeno 15.000 considerando l’intera Missione Salute del Pnrr.

Il disegno di legge di bilancio arriverà in Parlamento in autunno. Fino ad allora le cifre indicate dal ministero della Salute restano una richiesta, non uno stanziamento.

 

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