Bene il Tar sui compensi dei consulenti tecnici
Accolto il ricorso dell'Ordine di Genova; 'Aggiornare le tabelle ferme al 2002'.
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Il Consiglio nazionale degli ingegneri, presieduto da Angelo Domenico Perrini, plaude alla sentenza del Tar del Lazio che, sulla base di un ricorso dell’Ordine della categoria professionale di Genova, ha dichiarato illegittimo il silenzio dei ministeri della Giustizia e dell’Economia in merito all’adeguamento dei compensi degli ausiliari del magistrato (i cosiddetti Ctu).
E ha ordinato ai dicasteri di provvedere, di concerto tra loro, entro 120 giorni.
La questione, si ricorda in una nota, “riguarda una previsione di legge disattesa da 24 anni”, ossia dal 2002.
La sentenza non fissa l’entità dell’adeguamento, che resta rimessa alla valutazione dei ministeri, e proprio per questo, secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri, “il tempo che si apre da oggi va impiegato per un intervento di sistema e non per un adempimento formale”.
Per Perrini “l’incarico di consulente tecnico d’ufficio non è una prestazione di mercato: è una funzione pubblica, conferita dal giudice, che l’ingegnere esercita nell’interesse del processo e non di una parte”, dunque, “il compenso non è oggetto di trattativa: lo determina lo Stato con una tabella. Lo Stato – prosegue – ha una responsabilità che nessun committente privato ha, perché quando la tabella resta ferma per 24 anni non esiste alcun meccanismo esterno in grado di correggerla”. Il vertice della categoria conclude: “Ci mettiamo a disposizione del ministero della Giustizia, per costruire nei prossimi mesi tabelle aderenti alla realtà tecnica di oggi”.
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