Fondi pubblici al tuttofare di Lavitola sotto accusa
Clesio Gomes Tavares, alias Ckuidjeu Tchoukoua, ha ricevuto contributi pubblici mentre affrontava un processo per un’aggressione.
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La storia di Clesio Gomes Tavares, il presunto tuttofare di Valter Lavitola finito nelle carte dell’inchiesta sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, si arricchisce di un altro capitolo: quello dei contributi pubblici ricevuti attraverso una società a lui riconducibile.
Secondo quanto emerge dalla documentazione citata nelle indagini, Gomes avrebbe utilizzato nel tempo diversi nomi. Tra questi figura Ckuidjeu Tchoukoua, identità con la quale risulterebbe collegata una società destinataria di fondi pubblici. Nel 2023 avrebbe ottenuto mille euro a fondo perduto; tre anni prima, nel 2020, avrebbe ricevuto altri 2 mila euro dalla Regione Campania nell’ambito delle misure di sostegno adottate durante l’emergenza pandemica.
Una vicenda che assume particolare rilievo alla luce del procedimento giudiziario che vede Gomes coinvolto, con l’identità di Ckuidjeu Tchoukoua, insieme a Pellegrino D’Avino. I due sono accusati, per fatti risalenti al 2019, di avere partecipato al pestaggio di una persona. Le contestazioni, secondo quanto riportato, si avvicinerebbero alla prescrizione.
Nella ricostruzione dell’accusa, Gomes avrebbe trattenuto a terra la vittima e l’avrebbe colpita alla testa con una chiave a croce, mentre D’Avino avrebbe contribuito a impedirle di reagire e fuggire. Si tratta, naturalmente, di contestazioni giudiziarie che dovranno essere accertate nelle sedi competenti e per le quali vale la presunzione di innocenza.
Il dato che emerge dalle carte è però quello di una biografia dai diversi nomi e dalle diverse identità anagrafiche. Una pluralità di generalità che torna a essere rilevante proprio quando compare il nome di Ckuidjeu Tchoukoua, associato alla società che ha beneficiato dei contributi pubblici.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che ha riportato Gomes sotto i riflettori per i suoi presunti rapporti con l’ambiente riconducibile a Valter Lavitola e per il ruolo che gli investigatori gli attribuirebbero nell’indagine sull’attentato a Ranucci. Anche su questo fronte, ogni responsabilità dovrà essere dimostrata nel corso dei procedimenti giudiziari.
A completare il profilo singolare di Gomes c’è infine un episodio apparentemente lontano dalle cronache giudiziarie: nei giorni scorsi è emerso che avrebbe partecipato come comparsa al film Nero, produzione alla quale ha preso parte anche la Rai.
Ne emerge il ritratto di una figura dalle molte vite: diversi nomi, rapporti investigativi, un procedimento giudiziario ancora aperto e, parallelamente, l’accesso a misure di sostegno pubblico. Elementi distinti che, messi in fila, restituiscono una vicenda destinata a sollevare interrogativi sull’identificazione dei beneficiari e sui controlli effettuati prima dell’erogazione dei contributi.
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