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L'euro punta a diventare la valuta del mondo

La Bce rende permanente l'Eurep rafforzato per consolidare il ruolo internazionale dell'euro nelle turbolenze geopolitiche.

L'euro punta a diventare la valuta del mondo

Il 24 luglio 2026 la Banca Centrale Europea ha presentato l’Eurep rafforzato (acronico di Eurosystem Repo facility for Central Banks) che consiste in un potenziamento delle operazioni “pronti contro termine” che l’eurosistema mette a disposizione delle banche centrali al di fuori delle banche dell’euro. Si può scaricare dal sito della Bce la Direttiva 1861 del 27.07.2026 (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601861) L’importo massimo della linea di credito per ciascuna Banca centrale sarà pari a 50 miliardi di euro. L’Eurep è nato con la Pandemia. Rispetto alla versione precedente, l’Eurep rafforzato presenta tre novità fondamentali: – la prima è la trasformazione dello strumento in una facility permanente e di portata globale cosicché qualsiasi Banca centrale esterna all’area dell’euro che soddisfi i criteri può richiedere l’accesso, previa approvazione del Consiglio direttivo della Bce; – la seconda è la maggiore flessibilità nell’impiego della liquidità nel senso che le Banche centrali richiedenti, esterne all’area dell’euro, potranno affrontare esigenze di finanziamento in euro senza dover indicare preventivamente alla Bce la destinazione dei fondi; – la terza riguarda l’architettura operativa perché l’esecuzione delle operazioni EUREP è stata affidata a cinque Banche centrali nazionali, tra le quali la nostra Banca d’Italia, sotto il coordinamento della BCE. L’EureP rafforzato mira a raggiungere due risultati: – rafforzare il ruolo internazionale dell’euro; – offrire alle Banche centrali estere, in un contesto di turbolenze geopolitiche, la possibilità di accedere all’euro, che diventerà così una valuta internazionale. L’Eurep rafforzato contribuirà alla stabilità finanziaria e monetaria. Questa la situazione, geopolitica, al 4 agosto 2026 secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio: “Il quadro internazionale resta segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla frammentazione degli scambi. La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha fortemente limitato il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e si sono intensificati gli attacchi degli Houthi nello Stretto di Bab el-Mandeb. Le quotazioni del petrolio e del gas sono molto volatili e si mantengono più elevate rispetto all’inizio dell’anno. L’attività economica mondiale mostra comunque una certa resilienza agli shock e si espande a ritmi moderati; il Fondo monetario internazionale (FMI) prevede una crescita del PIL mondiale del 3,0 per cento nel 2026 e del 3,4 nel 2027. Nell’area dell’euro l’inflazione si è portata intorno al 3,0 per cento nel secondo trimestre, soprattutto per i rincari dell’energia. Le banche centrali mantengono un orientamento prudente, le aspettative di inflazione sono ancorate ma i rischi sui prezzi sono significativi”.

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