No del M5S al sostegno militare
Il leader del M5S ribadisce la sua posizione in relazione al conflitto tra Kiev e Mosca: "Sono per una svolta negoziale che l'Europa non vuole"
In evidenza
No al sostegno militare all’Ucraina. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si esprime così sulla posizione in relazione al conflitto tra Ucraina e Russia. “Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una assimetria militare e impedire alla Russia di invadire e conquistare tutta l’Ucraina”, dice a PiazzAsiago. Ma il prossimo voto sul sostegno militare, lo voterete? “Noi non votiamo il sostegno militare”, dice.
“Io continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l’Europa non vuole – afferma Conte. “Più che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi, dice ancora, delineando poi la propria strategia se fosse presidente del Consiglio. “Se dovessi essere investito” della premiership “chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l’aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale” (GUARDA IL VIDEO).
Nel centrosinistra non c’è una posizione unitaria in relazione al conflitto. Esiste un nodo Ucraina? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”, la risposta. “Se dovessi essere io vincente alle primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell’Ucraina che è il paese aggredito”, ripete.
Altre Notizie della sezione
Trump ha tradito l’Occidente.
16 Ottobre 2026Intervista all'ex ambasciatore italiano in Ucraina (2021-2024) Francesco Zazo.
Il Csm ora scopre di doversi difendere dai suoi “difensori”
13 Ottobre 2026Dalla nomina dell’aggiunto a Bologna alle polemiche sulle mafie al Nord: l’autonomia di Palazzo Bachelet vale di fronte alla politica, ma diventa una colpa se scontenta gli ambienti militanti.
La legge elettorale è correggibile: la Corte potrebbe intervenire
12 Ottobre 2026Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare dem: «Le correzioni auto-applicative della Consulta possono agevolmente intervenire prima del voto che è razionale immaginare per maggio-giugno»
