Anno: XXVIII - Numero 150    
Lunedì 3 Agosto 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Genova pronti nel 2027 i primi due studentati

Genova pronti nel 2027 i primi due studentati

Lavori all’ex Inam di corso Gastaldi, nell’ex Magistero e all’Albergo dei poveri. Centro dei Liguri ed ex Economia: tempi più lunghi.

Genova pronti nel 2027 i primi due studentati

Il Pnrr è alle ultime battute, ma qualcosa comincia a vedersi in fondo al tunnel. Anche nell’ambito della riqualificazione di grandi complessi urbani, destinati a rispondere alle necessità del futuro. In primo piano gli studentati, ma in campo ci sono anche nuovi appartamenti e progetti per la vita autonoma. Non sempre con lo stesso passo.

L’operazione che sembrava più critica è andata in porto da poche settimane: l’ex Inam di corso Gastaldi, a cinquecento metri dalla storica Casa dello studente, dopo un decennio di abbandono sta andando verso una nuova vita. Al lavoro c’è il Fondo Pitagora, gestito da Finint Investments, che sta lavorando alla ristrutturazione dell’edificio per la realizzazione di uno studentato. Dopo che l’ultima presenza (un ambulatorio Asl) ha lasciato gli spazi, quel tratto di corso Gastaldi si è desertificato. I lavori sono stati avviati da poco, con opere strutturali destinate alla realizzazione dei 231 posti letto (una parte dovrebbero essere però assegnata come “ostello”); seguiranno le lavorazioni edili e impiantistiche.

Il completamento dell’intervento è previsto per l’estate del 2027. Per l’accesso agli universitari, è in fase di definizione un accordo di locazione da parte del Fondo Pitagora con un gestore del settore, che si è mosso sulle basi dei bandi di Cassa depositi e prestiti con il ministero dell’Università e della Ricerca. Il bando prevede di offrire agli studenti soluzioni abitative a condizioni agevolate più una quota di posti letto in convenzione con l’Ente per il diritto allo studio a favore degli studenti più meritevoli. Si procede anche nell’ex facoltà di Magistero, in corso Montegrappa, dove sono cominciate le attività propedeutiche. Qui le operazioni le conduce Aliseo (Agenzia ligure per gli studenti e l’orientamento): «Sono state fatte le bonifiche necessarie – spiega Michele Scarrone, direttore generale dell’Agenzia – Anche qui c’era un problema di amianto, gestito con l’Asl, e poi ci sono le prescrizioni della Soprintendenza dato che l’edificio, risalente al 1937, è tutelato». La consegna è prevista alla fine del 2027: «Saranno realizzati 66 posti letto, in camere singole o doppie, e quattro attrezzate per le persone con disabilità. La gestione sarà nostra, quindi pienamente all’interno dell’offerta per il diritto allo studio».

All’Albergo dei poveri decolla l’operazione affidata all’impresa Barberis e avviata con la firma del contratto ai primi di luglio. I cantieri apriranno a settembre. Come anticipato dal Secolo XIX lo scorso dicembre, i lavori dovrebbero durare circa 800 giorni: la Barberis, azienda di Alba, l’ha spuntata su altre tredici imprese che si erano fatte avanti e ha superato anche il “soccorso istruttorio”, procedimento amministrativo che ha consentito di integrare la documentazione presentata e fornire i chiarimenti richiesti. I posti letto che saranno realizzati sono 92.

Più complicata la gestione delle Torri A, B e C del Centro dei liguri in via D’Annunzio (di fatto tra via Dante e i giardini Baltimora). Qui sta lavorando Metropolitan srl, inizialmente coinvolta anche nel progetto di corso Castaldi e guidata dall’imprenditore edile friulano Alberto Dasparra. Metropolitan ha acquistato prima le Torri A e B del Centro dei liguri, 7.500 metri quadrati su undici piani e poi, nel 2023, anche la torre C, con altri 4.500 metri quadrati, acquisiti per 2,4 milioni da Filse e occupati dagli uffici tecnici degli assessorati della Regione Liguria, cui è stato riconfermato l’affitto. Dasparra, nel 2024, aveva rilasciato dichiarazioni secondo le quali «il Centro dei Liguri diventerà un complesso prevalentemente residenziale, con una parte direzionale: stiamo organizzando la partenza delle ristrutturazioni. E ci sono già una serie di interlocutori interessati a questa riconversione». Il problema è la bonifica delle strutture: è in corso lo strip out degli edifici, ridotti a scheletri, con un imponente cantiere aperto proprio in via D’Annunzio. Dai cartelli di cantiere si leggono date ormai sorpassate. Non è stato possibile ottenere risposte dalla Metropolitan. Mentre vanno avanti i lavori sugli edifici del Centro dei Liguri sul lato nord, per i palazzi occupati dagli uffici della Regione infuria la polemica: gli episodi di infiltrazioni e caduta di porzioni di controsoffitto negli uffici di via Fieschi 17 e 15 si sommano al trasloco forzato di una parte dei dipendenti per l’amianto da via D’Annunzio 111.

Tanto che il tema dei lavori di riqualificazione (un maxi appalto da 43 milioni cancellato a fine 2024 dalla giunta regionale) è finito anche in una recente interrogazione in consiglio da parte di Gianni Pastorino e Armando Sanna che hanno chiesto conto all’assessore Paolo Ripamonti della situazione. Ripamonti ha risposto che è stato disposto un accertamento approfondito delle condizioni del controsoffitto per escludere situazioni di rischio e ha ricordato che è già in corso «il monitoraggio continuo delle facciate, degli apparati e dell’impianto di distribuzione del condizionamento». L’assessore ha aggiunto che è in fase di conclusione il progetto esecutivo per la sostituzione degli ascensori dell’immobile di via Fieschi 15 ed è in fase di predisposizione il progetto di messa in sicurezza delle facciate dell’edificio al civico 17 di via Fieschi.

Mistero assoluto, invece, per quello che riguarda l’ex facoltà di Economia di via Bertani. Un edificio storico venduto nel 2017 per 3,1 milioni dalla giunta Doria alla Invimit, la società statale di valorizzazione del patrimonio pubblico. Solo nel novembre scorso, la Invimit ha dichiarato che il bando di affidamento della struttura era stato vinto da un gruppo d’investimento per realizzare non più uno studentato, come previsto inizialmente, ma una struttura residenziale per anziani autosufficienti. Un “senior living”, una sorta di condominio studiato per ottimizzare le esigenze delle persone più avanti negli anni. Lo stabile – circa 6 mila metri quadrati di edificio e quasi 900 metri quadrati all’aperto – era stato occupato per diversi anni dal Centro sociale Buridda ed era stato sgombrato nel 2014.

Da Invimit, tuttavia, nessuna novità: non è stato ancora nemmeno rivelato il nome della società che ha vinto il bando. E la struttura resta abbandonata nel degrado. 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.