Anno: XXVIII - Numero 148    
Giovedì 30 Luglio 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Piscina per islamiche a Roma, è scontro.

Piscina per islamiche a Roma, è scontro.

Un impianto di Tor Tre Testa ha deciso di riservare turni e orari alle donne musulmane.

Piscina per islamiche a Roma, è scontro.

La scelta di una piscina di Tor Tre Teste, a Roma, di riservare turni e orari alle donne islamiche “è l’esatto contrario dell’inclusività“. A dirlo, in una intervista all’edizione romana del Corriere della Sera, è il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che a riguardo ha presentato un’interrogazione. “Anziché tutelarle – afferma – se ne avalla la segregazione e si rafforza una pratica religiosa che non ha nulla a che vedere con la laicità dello Stato”. “La piscina non è privata, ma comunale in concessione – aggiunge – e, in quanto tale, deve rispettare il regolamento di Roma Capitale, i principi costituzionali di inclusione, parità di genere e tutela della libertà. Ci siamo lamentati dei circoli sul lungotevere che escludevano l’ingresso delle donne, e ora facciamo piscine a uso esclusivo di quelle musulmane, legittimando la segregazione femminile?“.

Per Rampelli “l’integrazione non dovrebbe fondarsi sull’adattamento delle istituzioni pubbliche a precetti religiosi incompatibili con il principio di uguaglianza. Se i musulmani vogliono vivere in Italia, devono aderire ai principi dello Stato laico, nel quale donne e uomini hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri e la stessa libertà. Questa iniziativa si è rivelata un boomerang”.

Una “forma di delicatezza”, una “decisione giusta“. Così, in una intervista all’edizione romana del Corriere della Sera, il deputato del Pd Roberto Morassut commenta la decisione della piscina a Tor Tre Teste. “Se vogliamo – dice – possiamo discutere sulla condizione della donna e della sua emancipazione in altre culture, ma quella di mettere a disposizione un servizio ricreativo mi sembra una soluzione immediata che evita che rimangano fuori dalla vita sociale e civile”.

Al deputato di FdI Fabio Rampelli che vede in questa decisione uno “spudorato esperimento di introdurre norme islamiche all’interno delle nostre vite”, Morassut risponde: “Un’affermazione assurda, fuori dalla realtà. Non è che in questo modo Roma o l’Italia si adeguano a una cultura diversa. La città e il Paese ospitano e quindi mettono in campo tutto quanto possibile perché queste persone si integrino e mantengano le loro tradizioni. E poi in fondo ognuno di noi è ospite di se stesso perché siamo tutti un misto di culture e tradizioni. Contano le persone, per me, la loro serenità e la possibilità di vivere con pienezza”.

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.