«Cara Lega, non firmo per Roggero. Forza Italia sta smarrendo il garantismo»
Parla l'azzurro Tommaso Calderone: «Per la legittima difesa la reazione deve essere sempre proporzionale. Sulla giustizia non dobbiamo arretrare»
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Tommaso Calderone (Forza Italia), vice presidente della commissione Giustizia della Camera, che ne pensa della proposta di Claudio Borghi (Lega) che prevedrebbe la non punibilità di «qualsiasi reazione» nella immediatezza di una aggressione a mano armata in casa o in negozio, «indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta»?
Non la condivido. Il pericolo deve essere sempre attuale e la reazione deve essere sempre proporzionale.
C’è il rischio di legittimare l’omicidio?
Sì, c’è il rischio di legittimare gravissime condotte.
Sul piano del metodo crede corretto che vengano fatte certe proposte senza consultarsi tra gli alleati? Non dimentichiamo che lo stesso è avvenuto anche per la questione smartphone e per gli ‘emendamenti Melillo’.
No, non mi pare un buon metodo non consultarsi con gli alleati soprattutto su temi importanti.
Per questo non cederete sui temi sulla giustizia, come sulle intercettazioni?
Non bisogna cedere di un millimetro anche sulle intercettazioni, tenuto conto che nell’ottobre 2023 è stata Forza Italia, in particolare io, a varare la norma che vieta le intercettazioni a strascico. Il partito non deve cercare neanche la mediazione. Bisogna essere contrari senza se e senza ma a modifiche su un risultato che abbiamo ottenuto nell’interesse degli italiani e del loro diritto alla riservatezza.
Lei ha detto: «L’attacco ai magistrati che hanno condannato Mario Roggero è scomposto e vergognoso. Come se i Magistrati fossero dei pazzi che si divertono a condannare innocenti». Strano detto da un forzista considerato che durante la campagna per la separazione delle carriere si era molto insistito sulle responsabilità delle toghe che mandano in galera gli innocenti. Qualcosa è cambiato?
Non confondiamo i piani, sono argomenti diversi. La separazione delle carriere cristallizzava o comunque doveva cristallizzare e attuare la regola del giusto processo. La responsabilità dei magistrati è un ulteriore argomento. L’attacco ai magistrati per le sentenze che scrivono non l’ho mai condiviso, invece. Le sentenze, se non si condividono, si impugnano. Sono tutti piani diversi.
Ha anche aggiunto: «Invece di capire perché nessun treno in Italia riesce ad arrivare in orario, si fanno i sit in davanti al carcere di Bollate per un condannato in via definitiva. Ci stiamo seriamente candidando a perdere le prossime elezioni». Come giudica il modo in cui Salvini sta gestendo il dossier Roggero?
Ognuno sceglie le strategie che ritiene opportune. Io non manifesterei mai contro una sentenza della magistratura. Le leggi, se non si ritengono buone, si cambiano. Ma protestare contro le sentenze, mai.
Ma al di là di questo ritiene che Salvini stia sbagliando strategia politica? Dovrebbe appunto pensare a far funzionare meglio i treni?
Non voglio entrare nel merito delle strategie degli altri partiti però posso certamente ribadire con forza che non protesterei mai contro sentenze definitive dei magistrati.
Lei ha firmato per la grazia al gioielliere?
Non ho firmato e non firmerò mai.
Perché?
Soprattutto per una questione di metodo. La grazia la concede il Presidente della Repubblica e non una raccolta di firme.
Il vice ministro Sisto e il suo capogruppo Costa lo hanno fatto. Ci sono due Forza Italia in Forza Italia?
No, assolutamente no. Io rispetto le idee dei miei amici di partito ma anche loro devono rispettare le mie.
Posto che la candidatura di Roggero per la legge pare impraticabile, lei che ne pensa di questo?
La mia risposta è lapidaria: parliamo di cose serie.
Lega e Fratelli d’Italia stanno inseguendo Vannacci sul piano della sicurezza. Forza Italia rimarrà fedele ai propri principi rischiando anche di essere schiacciata?
Forza Italia deve rimanere salda ai principi sui quali è stata fondata dal nostro Presidente Berlusconi.
Ma lei è preoccupato di questa rincorsa a destra sulla sicurezza, in vista delle elezioni 2027?
C’è una preoccupazione perché vedo sempre meno presente Forza Italia sui temi del garantismo.
In che senso?
Dobbiamo dare di più, lo dico in chiave costruttiva. La nostra gente ci chiede questo. Noi dobbiamo consegnare al cittadino italiano il giusto processo. Non ci siamo riusciti con la separazione delle carriere, dobbiamo riuscirci con le garanzie nel processo.
Mi faccia degli esempi.
Da tempo ci battiamo per la riforma della custodia cautelare, la norma sulla prescrizione è ferma al Senato, quella sugli smartphone alla Camera. Basterebbe portare avanti queste tre riforme per dare più garanzie ai cittadini. Dobbiamo farci sentire di più, altrimenti i nostri elettori rimangono disorientati se non ci battiamo per i nostri temi identitari.
Con questi presupposti si incrina la possibilità di un’alleanza con gli attuali partiti di governo?
Sono argomenti che non riguardano la mia persona. Sono i partiti che devono verificare cosa sia opportuno o non opportuno.
Però lei è uno dei big in Forza Italia, avrà una sua opinione che va tenuta in considerazione?
Io non credo che si possa compromettere l’alleanza di governo. Non lo credo per un motivo semplice: fin dall’inizio abbiamo avuto sensibilità diverse su alcuni argomenti, tra cui la giustizia. Alla fine abbiamo trovato una quadra come faremo anche adesso, non venendo mai però meno ai principi fondanti di Fi, tra cui quello del garantismo.
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