Anno: XXVIII - Numero 130    
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A Trani la Camera Penale «Giustina Rocca» si spacca: una crisi che non ha precedenti

Un vero terremoto istituzionale: si dimette anche il presidente Luca Gagliardi dopo l’addio di quattro componenti della Giunta. Una crisi che non nasce all’improvviso.V

A Trani la Camera Penale «Giustina Rocca» si spacca: una crisi che non ha precedenti

La frattura che da mesi attraversava la Camera Penale di Trani “Giustina Rocca” è ormai esplosa. Nel giro di pochi giorni si è consumato un vero terremoto istituzionale: prima le dimissioni di quattro componenti della Giunta, poi il passo indietro del presidente Luca Gagliardi, che ha deciso di lasciare l’incarico. Una crisi che non nasce all’improvviso, ma rappresenta il punto di arrivo di un clima di crescente tensione che da tempo attraversava l’associazione dei penalisti tranesi.

Il primo strappo è arrivato con la decisione di Giuseppina Chiariello, Angelo Scuderi, Roberta Prascina e Giorgia Di Savino di rassegnare le dimissioni dalla Giunta. Nella lettera inviata agli iscritti spiegano di non aver più ravvisato le condizioni per svolgere serenamente il proprio ruolo.«Rivestire un ruolo associativo impone condivisione, rispetto delle regole, sincerità e dialogo, anteponendo l’associazione e i suoi iscritti ad ogni altra pretesa personale», scrivono. Secondo gli ex componenti della Giunta, nel corso dei mesi sarebbero state assunte iniziative dal presidente «di cui mai è stata informata la maggioranza della Giunta», organo che, ricordano, è chiamato statutariamente ad assumere le deliberazioni dell’associazione. Senza entrare nel dettaglio degli episodi contestati, i quattro avvocati annunciano che ogni aspetto sarà illustrato davanti all’assemblea degli iscritti, ritenuta la sede naturale per valutare l’accaduto e assumere eventuali decisioni.

Alle accuse ha replicato il presidente Luca Gagliardi, respingendo con fermezza ogni addebito. «Le contestazioni che mi sono state riferite non trovano riscontro nella mia attività né nella condotta tenuta durante il mandato», scrive nella comunicazione con cui annuncia le proprie dimissioni. Gagliardi parla di «profondo disagio e dolore» per la vicenda e rivendica di aver sempre operato «con trasparenza, dedizione e assoluta correttezza», esclusivamente nell’interesse della Camera Penale. Pur potendo sostituire i componenti dimissionari e proseguire il mandato, il presidente ha scelto di rimettere il proprio incarico all’associazione, conferendo nel frattempo una delega speciale al tesoriere Davide Dell’Aere per garantire la continuità amministrativa.

L’epilogo di queste ore ha un precedente nello scontro emerso già lo scorso aprile, all’indomani del referendum sulla separazione delle carriere. In quell’occasione il presidente Gagliardi aveva firmato un documento nel quale rivendicava la necessità di preservare «la distanza critica dal potere giudiziario» e l’identità culturale delle Camere Penali, affermando che «non può esserci convivenza» con modelli definiti «servili, compiacenti o subalterni nei confronti della magistratura». Parole che avevano provocato una dura reazione di una parte dell’avvocatura tranese. Alcuni professionisti del Foro, aveva contestato apertamente quelle affermazioni, denunciando il rischio che all’interno dell’associazione si affermasse «un pensiero unico incompatibile con la natura stessa di un’associazione forense». Proprio l’avvocato Domenico Di Terlizzi, tra i fondatori della Camera Penale di Trani, aveva annunciato le proprie dimissioni con parole particolarmente dure.

A seguito delle polemiche, Gagliardi aveva precisato che le sue espressioni non erano rivolte ai colleghi né a chi aveva votato “No” al referendum, ribadendo che «la libertà di opinione è un valore irrinunciabile» e che il riferimento riguardava esclusivamente «un modello culturale diverso dal nostro».

Le dimissioni della maggioranza della Giunta e del presidente rappresentano oggi il punto più alto di quella contrapposizione. Sarà ora l’assemblea degli iscritti a dover affrontare una delle fasi più delicate della storia recente della Camera Penale di Trani, chiamata non solo a ricostituire gli organi associativi, ma anche a ricucire una frattura che negli ultimi mesi ha profondamente diviso l’avvocatura penalista del territorio.

 

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