Intelligenza artificiale e tutele legali
Successo del convegno nazionale Lapet a Cagliari.
In evidenza
Si è concluso con uno straordinario successo di pubblico il recente convegno nazionale Lapet tenutosi a Cagliari. L’evento, svoltosi in modalità mista (sia in presenza che online), ha affrontato una duplice e cruciale tematica per il futuro della categoria: orientarsi tra le evoluzioni tecnologiche della digitalizzazione e garantire le tutele giuridiche di una professione in costante mutamento come quella del tributarista.
I lavori sono stati moderati da Giorgio Cannas presidente provinciale Lapet Cagliari, mentre le sessioni tecniche focalizzate su “Dichiarazione dei redditi: quesiti e intelligenza artificiale” hanno visto gli interventi di spicco di Antonio Gigliotti e Paolo Iaccarino, rispettivamente direttore ed esperto dello storico partner Fiscal Focus.
L’incontro ha richiamato a Cagliari i dirigenti locali sardi e i massimi vertici nazionali dell’associazione: il segretario nazionale Giovanna Restucci, il tesoriere nazionale Marco Del Giudice e il presidente nazionale Roberto Falcone, che ha fatto il punto sull’attività politica e di rappresentanza della Lapet.
Nel corso del suo intervento, il presidente ha evidenziato un importante risultato politico conseguito in commissione giustizia al Senato nell’ambito della riforma degli ordinamenti professionali: l’approvazione del principio della netta distinzione tra attività libere e riservate: tutte le attività che la legge non indica espressamente come riservate a una o più professioni sono da considerarsi libere e possono essere legittimamente svolte da tutti i professionisti.
Falcone ha poi offerto una netta e chiara chiave di lettura della recente ordinanza n. 18764/2026 della corte di cassazione in materia di esercizio abusivo della professione.
Secondo la pronuncia, la tenuta della contabilità aziendale e i relativi adempimenti fiscali, se svolti in modo abituale, continuativo e organizzato da chi non è iscritto all’albo dei commercialisti ma creando l’apparenza di esserlo, rischiano di integrare il reato di esercizio abusivo, con la conseguente perdita del diritto al compenso.
“Nessuna novità sostanziale – ha chiarito Falcone – L’ordinanza si allinea perfettamente a quanto già stabilito dalle sezioni unite della cassazione (sentenza n. 11545/2012). L’illecito scatta solo se si genera la falsa apparenza di essere iscritti a un albo. Pertanto, se le prestazioni eseguite non rientrano negli atti tipici riservati e ci si identifica chiaramente quali tributaristi qualificati Lapet, il diritto al compenso per il lavoro regolarmente svolto non può in alcun modo essere negato”.
L’intervento a Cagliari ha dunque centrato l’obiettivo di fare chiarezza ed eliminare inutili preoccupazioni, fornendo agli iscritti gli strumenti giuridici essenziali per proteggere la propria attività. “La strategia indicata è semplice e preventiva: specificare con esattezza nel mandato professionale le attività svolte, dichiarando la piena conformità alla legge n. 4/2013. In questo modo, si neutralizza in partenza qualsiasi contestazione pretestuosa di nullità del contratto” ha concluso Falcone.
Altre Notizie della sezione
Commercialisti, il futuro dopo la riforma
31 Agosto 2026L’Anc riunisce istituzioni e professionisti per discutere riforma, competenze e nuove sfide della categoria.
Un libro per ricordare Sforza Fogliani
28 Agosto 2026Il 18 settembre a Piacenza la presentazione del volume dedicato al giurista, banchiere e protagonista del pensiero liberale.
Direttiva Bolkestein e concessioni balneari: il confronto sul futuro del settore
25 Agosto 2026Il 28 agosto al Museo del Mare l’incontro promosso dall’Ordine dei Commercialisti di Paola. Al centro gare pubbliche, indennizzi, normativa regionale e qualità delle acque.
