Anno: XXVIII - Numero 115    
Martedì 16 Giugno 2026 ore 13:30
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Pubblicato il Pacchetto di Primavera e le raccomandazioni specifiche agli Stati membri

La Commissione europea ha presentato il 3 giugno scorso il Pacchetto di Primavera del Semestre Europeo 2026.

Pubblicato il Pacchetto di Primavera e le raccomandazioni specifiche agli Stati membri

Si tratta di una vera e propria bussola strategica per gli Stati membri, pensata per blindare la resilienza economica dell’UE mantenendo gli impegni per la coesione sociale e i diritti dei lavoratori.

Al centro del Pacchetto ci sono tre pilastri fondamentali della coesione sociale: investimenti massicci sul capitale umano, miglioramento della qualità del lavoro e una lotta serrata alla povertà.

 Un piano per la competitività e l’equità

 La Commissione non si limita a indicare obiettivi astratti, ma delinea le priorità d’azione per spingere l’UE verso una maggiore autonomia strategica. Tra i punti chiave approvati dalla Commissione figurano la transizione verso l’energia pulita, la riduzione della burocrazia nel mercato unico e il superamento del divario nell’innovazione e nella ricerca.

Tuttavia, la vera novità risiede nell’accento posto sull’equità sociale. L’obiettivo dichiarato è azzerare le disparità tra le diverse regioni europee (convergenza sociale o upward convergence) garantendo che i frutti delle riforme e degli investimenti siano redistribuiti a tutti i cittadini.

 Focus sul lavoro: stipendi, competenze e la “Roadmap” per la qualità

Le nuove linee guida per l’occupazione annuali puntano a mercati del lavoro più inclusivi e resilienti. La Commissione introduce due strumenti chiave per guidare le politiche nazionali:

  • Quality Jobs Roadmap: Una tabella di marcia mirata a innalzare gli standard dei posti di lavoro, garantendo tutele concrete e contrastando la precarietà.
  • Strategia UE anti-povertà: Un piano che mette al centro il lavoro di qualità come principale antidoto all’esclusione sociale.

In questo ambito è dato ampio rilievo alle competenze e alla formazione. Investire nelle competenze e nell’istruzione non è più solo un diritto sociale, ma un requisito economico fondamentale per mantenere l’Europa competitiva sui mercati internazionali.

 Per la prima volta viene dato forte rilievo al tema dell’emergenza abitativa attraverso il Piano europeo per gli alloggi accessibili, che punta a dare risposte concrete sulla carenza di case a prezzi sostenibili.

 Le raccomandazioni specifiche della Commissione per ciascun Paese si basano, per la parte sociale, su un’analisi dettagliata condotta tramite il Social Convergence Framework. I dati, confluiti nel Rapporto congiunto sull’occupazione 2026 (Joint Employment Report), hanno fatto scattare un monitoraggio più approfondito per un gruppo di nove Stati membri, tra cui figurano l’Italia, la Spagna, la Grecia e la Romania, considerati territori chiave in cui le riforme strutturali e gli investimenti sono più urgenti.

 Le raccomandazioni specifiche all’Italia

In ambito sociale, a fronte di un mercato del lavoro in miglioramento, la Commissione evidenzia come il potenziale della forza lavoro non sia ancora pienamente espresso.  

Squilibri fiscali e tassazione del lavoro

L’analisi della Commissione rileva una persistente complessità strutturale del sistema fiscale italiano. Permane infatti un eccessivo carico fiscale sul lavoro, il cui contributo al rapporto tra gettito complessivo e PIL rimane superiore alla media Ue. La Commissione raccomanda uno spostamento del carico verso fonti di gettito sottoutilizzate e meno dannose per la crescita.  L’introduzione e il mantenimento di regimi speciali per i lavoratori autonomi e il ricorso a imposte forfettarie temporanee sul reddito delle persone fisiche hanno indebolito la progressività del sistema, erodendo la base imponibile con una significativa perdita di gettito.  Il documento segnala il permanere di livelli elevati di evasione, in particolare per quanto concerne l’Iva e il lavoro autonomo, nonostante le contromisure adottate di recente, anche in attuazione degli obiettivi del Pnrr.  

 Inverno demografico e sostenibilità della previdenza

Il declino della popolazione in età lavorativa è strettamente connesso alle dinamiche demografiche e previdenziali del Paese. L’Italia sconta un tasso di fertilità tra i più bassi dell’Unione e un’elevata età media delle donne al primo parto, dinamica aggravata dalla “fuga dei cervelli” e dalla bassa partecipazione al lavoro di donne e giovani.  

Sul fronte previdenziale, la Commissione prevede un incremento della spesa legato all’invecchiamento della popolazione, con riflessi diretti sulle finanze pubbliche nel medio termine. Tale andamento è influenzato dall’innalzamento dell’indice di dipendenza degli anziani e dall’impatto dei regimi di pensionamento anticipato introdotti o rinnovati nel tempo.  

A fronte di ciò, l’adesione alla previdenza complementare rimane limitata al 38,3% della forza lavoro, con una partecipazione minima dei lavoratori autonomi e solo il 29% di iscritti under 40, nonostante le misure di incentivo introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. 

La Commissione suggerisce di integrare i requisiti di sostenibilità con politiche attive volte a favorire l’allungamento della vita lavorativa attraverso flessibilità e gestione dell’età nei luoghi di lavoro.  

 Capitale umano, qualità del lavoro e divari territoriali

In linea con le raccomandazioni del Consiglio del 2026 sul rafforzamento della competitività e dell’autonomia strategica dell’Unione, l’Italia è chiamata a intervenire sulle carenze strutturali di istruzione e competenze.  L’analisi evidenzia una bassa qualità strutturale dell’occupazione (low job quality), caratterizzata da:  

  • segmentazione contrattuale. Elevata incidenza di contratti a tempo determinato e tassi di transizione verso l’impiego a tempo indeterminato nettamente inferiori alla media europea.  
  • Part-time involontario. Il fenomeno colpisce in modo sproporzionato donne, giovani e migranti. I divari di genere nell’occupazione registrano in Italia i valori più alti dell’UE, concentrati prevalentemente nelle regioni meridionali.  
  • Carenza di servizi. L’offerta di servizi di assistenza all’infanzia e di assistenza a lungo termine (long-term care) non riesce a soddisfare la domanda crescente, mostrando forti asimmetrie territoriali a svantaggio del Mezzogiorno.  

Per quanto riguarda l’apprendimento degli adulti, le competenze di base rimangono tra le più basse dell’Unione. La Commissione invita a stabilizzare i finanziamenti oltre il 2026 per i sistemi integrati di formazione e sostegno, raccomandando l’adozione di un sistema nazionale integrato che utilizzi strumenti di intelligenza artificiale per allineare l’offerta formativa alla domanda espressa dai mercati del lavoro locali.  

 Esclusione sociale e tassi di povertà

Nelle Raccomandazioni si documentano livelli storicamente elevati di povertà assoluta, che nel 2024 ha interessato l’8,4% delle famiglie e il 13,8% dei minori, con un rischio di esclusione sociale nelle Isole fino a quattro volte superiore rispetto al Nord-Est.  Secondo i servizi della Commissione, l’efficacia dei trasferimenti sociali diversi dalle pensioni si è ulteriormente indebolita nel 2025, posizionandosi al di sotto della media UE. La riforma dell’Assegno di Inclusione, secondo la Commissione, ha ridotto l’adeguatezza e la copertura del sussidio. Le lacune di protezione sociale colpiscono in particolare i lavoratori atipici, gli autonomi e i soggetti stabilmente fuori dal mercato del lavoro.  

La Raccomandazione n. 6 per l’Italia

Alla luce delle criticità rilevate, la Commissione europea ha formulato indirizzi formali per le politiche nazionali in campo sociale, sintetizzato nel testo della Raccomandazione n. 6: “Continuare a promuovere la qualità del lavoro riducendo ulteriormente la segmentazione del mercato del lavoro e rafforzando la contrattazione collettiva, anche al fine di garantire salari adeguati. Sostenere la partecipazione al mercato del lavoro, anche migliorando le politiche attive del mercato del lavoro e l’accesso a servizi di assistenza accessibili e di qualità, tenendo conto delle disparità territoriali. Proseguire gli sforzi per contrastare il lavoro sommerso. Continuare a promuovere l’istruzione e la formazione professionale (IFP) e l’apprendimento degli adulti, anche rafforzando la formazione sul posto di lavoro e la raccolta di informazioni sulle competenze. Migliorare i risultati scolastici, concentrandosi sulle competenze di base e sulla rilevanza per il mercato del lavoro dell’istruzione terziaria. Migliorare l’accesso tempestivo a un’assistenza sanitaria a prezzi accessibili, anche affrontando la carenza di personale nelle professioni sanitarie chiave. Continuare a migliorare la copertura e l’adeguatezza della protezione sociale, nonché l’accesso ai servizi sociali per le persone in situazioni di vulnerabilità, in particolare i bambini, mantenendo al contempo la sostenibilità di bilancio.”  

 I prossimi passi

Il testimone passa ora all’Eurogruppo e al Consiglio, che dovranno discutere i dettagli del pacchetto. Nel frattempo, la Commissione lavorerà a stretto contatto con il Parlamento europeo per monitorare che le linee guida si trasformino in riforme concrete. 

 

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