Anno: XXVIII - Numero 114    
Lunedì 15 Giugno 2026 ore 13:30
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SCATTA IL PRELIEVO DIRETTO SULLE PARCELLE

Da oggi compensi decurtati o azzerati per chi ha cartelle oltre 5mila euro: la Pa paga il Fisco prima del professionista.

SCATTA IL PRELIEVO DIRETTO SULLE PARCELLE

Da oggi chi lavora per la pubblica amministrazione e ha debiti fiscali superiori a 5mila euro rischia di vedere la propria parcella tagliata, o addirittura azzerata, prima ancora che il compenso arrivi sul conto. Entra infatti in vigore la misura introdotta dalla legge di Bilancio 2026 e successivamente ritoccata dal decreto fiscale, che rafforza i controlli sulle posizioni debitorie dei professionisti incaricati da amministrazioni pubbliche e società a partecipazione pubblica prevalente.

Il meccanismo è semplice quanto severo: prima di effettuare il pagamento, l’ente pubblico verifica l’eventuale presenza di cartelle esattoriali non saldate. Se emerge un’inadempienza pari ad almeno 5mila euro, una parte della somma dovuta viene trattenuta e versata direttamente all’agente della riscossione. Al professionista arriverà soltanto l’eventuale residuo. Nei casi in cui il debito sia superiore all’importo della parcella, il compenso può essere completamente assorbito.

La novità segna un cambio di passo nei rapporti tra Fisco e professionisti. Non si tratta più di sospendere il pagamento in attesa di chiarimenti o regolarizzazioni, ma di procedere immediatamente allo scomputo delle somme dovute all’Erario. Un automatismo che punta a velocizzare il recupero dei crediti fiscali e che trasferisce direttamente sulle prestazioni professionali il peso delle pendenze tributarie.

L’impatto sarà particolarmente rilevante nel settore della giustizia. Il ministero della Giustizia ha infatti chiarito, con una specifica circolare, che la disciplina si applica anche ai Consulenti tecnici d’ufficio (Ctu) e più in generale agli ausiliari del giudice. Gli uffici giudiziari saranno tenuti a effettuare controlli preventivi prima della liquidazione dei compensi e, in caso di irregolarità, a versare direttamente al Fisco le somme necessarie a coprire il debito accertato.

L’obbligo riguarda una platea ampia: periti, consulenti nominati nei procedimenti civili, penali, amministrativi e tributari, professionisti incaricati dalle amministrazioni pubbliche e tutti i soggetti che esercitano arti e professioni ai sensi della normativa fiscale.

Per migliaia di professionisti si apre così una nuova stagione di controlli e trattenute automatiche. Con una differenza sostanziale rispetto al passato: il Fisco non aspetta più. Incassa direttamente alla fonte, prima ancora che il compenso raggiunga chi ha svolto la prestazione.

 

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