Anno: XXVIII - Numero 104    
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Registrato dalla Corte dei conti il Dpcm sul Piano Nazionale 2025-2027 e il riparto del Fondo per la fragilità

Al via la programmazione triennale delle Regioni per rafforzare i servizi socioassistenziali e favorire la domiciliarità.

Registrato dalla Corte dei conti il Dpcm sul Piano Nazionale 2025-2027 e il riparto del Fondo per la fragilità

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comunica che è stato registrato dalla Corte dei conti il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 aprile 2026, recante l’adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e il riparto del Fondo per le non autosufficienze (di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296), relativo al triennio 2025-2027, con uno stanziamento complessivo di 3 miliardi di euro. La registrazione del provvedimento dota il Paese di un quadro di programmazione certo e strutturato, avviando formalmente l’iter operativo per l’implementazione dei servizi di assistenza sul territorio.

“La registrazione di questo decreto rappresenta un passo decisivo nel consolidamento della rete di protezione sociale a tutela delle persone più fragili e delle loro famiglie”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. “Con il Piano Nazionale 2025-2027 stabiliamo un quadro di risorse stabile e certo, indispensabile per consentire ai territori di pianificare interventi strutturali a lungo termine. Il nostro obiettivo prioritario resta quello di garantire standard elevati di assistenza, promuovendo la dignità della persona in ogni fase della vita attraverso una sinergia sempre più stretta tra istituzioni centrali e locali”.

“Questo Piano è il pilastro di un modello di welfare rinnovato che punta con decisione sull’integrazione sociosanitaria e sulla continuità assistenziale a domicilio”, ha sottolineato il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci. “Vogliamo che le persone con bisogno assistenziale elevato e gli anziani non autosufficienti possano continuare a vivere nel proprio ambiente affettivo, godendo della massima qualità di vita possibile. Le Regioni, che hanno partecipato alla redazione del Piano Nazionale, hanno il compito di declinarlo a livello territoriale, approvando i rispettivi Piani regionali. Continueremo a favorire il dialogo con le Regioni, monitorare l’efficacia della spesa e la reale ricaduta dei servizi sui cittadini, affinché non vi siano disallineamenti territoriali e venga garantito il pieno rispetto dei diritti di ciascuno”.

È stato un percorso curato con attenzione costante dal Ministero, non scevro di complessità. Con esso, infatti, è stata data attuazione per la prima volta alle novità introdotte dalle due riforme: disabilità e anziani. Sono stati adeguati i criteri di riparto del fondo nazionale per la non autosufficienza per renderli più coerenti con la platea dei beneficiari degli interventi. Nelle more del perfezionamento dell’atto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha assicurato comunque, con una condivisione costante e proficua con le Regioni, la continuità degli interventi a livello territoriale in favore delle persone non autosufficienti.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali continuerà a sostenere il fattivo confronto con tutti i livelli istituzionali e, altresì, con le categorie di rappresentanza del settore, al fine di attuare al meglio le riforme poste in essere e rendere esigibili i diritti di ciascuna persona.

 

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