Anno: XXVIII - Numero 103    
Mercoledì 27 Maggio 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Rottamazione estesa a Imu, Tari e multe, Comuni in ordine sparso: la mappa delle adesioni

Rottamazione estesa a Imu, Tari e multe, Comuni in ordine sparso: la mappa delle adesioni

Fisco, l'Irpef pesa sul ceto medio: 11 milioni non la pagano.

Rottamazione estesa a Imu, Tari e multe, Comuni in ordine sparso: la mappa delle adesioni

Da inizio anno, la normativa sulla rottamazione delle cartelle esattoriali ha ampliato il suo raggio d’azione verso i Comuni. La legge stabilisce, al momento, due opzioni e spetta in ogni caso all’amministrazione scegliere se aderire e in che forma. Ecco quali centri urbani sono orientati a dare disco verde alla sanatoria e quelli, invece, contrari.

Le imposte che entrano nella rottamazione

Dall’Imu sulla seconda casa alla Tari sui rifiuti fino alle multe stradali: diversi tributi pendenti potrebbero essere ora sanati dal contribuente senza il pagamento di sanzioni e interessi

 Definizione agevolata autonoma

Come previsto dall’ultima Legge di Bilancio, da quest’anno i Comuni possono predisporre in autonomia i termini della definizione agevolata sui tributi riscossi a livello locale. La misura, prevista dal decreto legislativo sul federalismo approvato nel maggio 2025 ma a lungo osteggiato da Comuni e Regioni sul nodo Irpef, consente alle municipalità di avviare sanatorie con l’esclusione, totale o parziale, di more. La misura investe solo le imposte riscosse senza l’Agenzia delle Entrate.

 

Per approfondire: Fisco, rottamazione quinquies estesa a cartelle comunali e multe stradali: come funziona

Gli esempi di Torino e Bari

Ad aver attuato questo meccanismo è, per esempio, la città di Torino che da inizio 2026 consente l’adesione ad una sanatoria fino a 36 mesi su debiti pendenti entro il 2020 gestiti da Soris, la società locale di riscossione. Per chi accetta il pagamento senza more e sanzioni scatta l’impegno a onorare eventuali debiti successivi, sempre in un’unica soluzione o tramite rate da 36 mesi.

 

Un’iniziativa simile è allo studio nella città di Bari dove spunta l’ipotesi di estendere, tramite procedura digitale, la definizione agevolata su debiti più recenti, contratti fino a tutto il 2024.

 

Per approfondire: Rottamazione cartelle anche per Imu, Tari e multe stradali: l’emendamento al Dl fiscale

Rottamazione-quinquies estesa ai Comuni

Una seconda via di sanatoria fiscale sui tributi locali è rappresentata dall’adesione del Comune alla rottamazione-quinquies. Come previsto dal decreto fiscale, approvato in via definitiva il 20 maggio scorso, le amministrazioni cittadine possono decidere se includere nella definizione agevolata i debiti locali gestiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questo caso, il Comune può aderire o meno senza la possibilità di definire i parametri della sanatoria.

Delibere entro il 30 giugno

Stando al provvedimento, le municipalità hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per pubblicare la delibera, anche se è allo studio uno slittamento di un mese limitato alle amministrazioni che sono andate al voto per l’attuale tornata di elezioni comunali. In caso di via libera, i residenti del Comune avranno fino al 31 ottobre di quest’anno per scegliere se pagare le cartelle locali, frutto di omessi versamenti tra il 2000 e il 2023, senza l’aggravio di more e sanzioni. Dalla misura sono invece esclusi i debiti oggetto di accertamento da parte dell’ente. Il dovuto, spalmabile fino a 54 rate bimestrali da 100 euro ciascuno, prevede poi l’applicazione di un tasso annuo del 3% e il pagamento della prima (o unica) rata entro il 31 gennaio 2027.

La mappa dei Comuni contrari

A quasi un mese dalla scadenza dei termini, come riporta Il Sole 24 Ore, circa la metà dei Comuni ha votato per la rottamazione o è in procinto di farlo. Tra i grandi centri la misura non è al momento in cantiere a Milano, Bologna e Firenze. Situazione analogia a Brescia, Ravenna, Livorno e Perugia, tutte a guida centro-sinistra.

La mappa dei Comuni favorevoli

Sul via libera alla rottamazione-quinquies, la geografia dei Comuni non guarda al colore politico. La misura trova il consenso, per esempio, di Genova e Napoli guidate dal centro-sinistra così come di Palermo, amministrata dal centro-destra. Anche Roma che ha manifestato interesse così come Forlì, Pesaro e Catania. A livello geografico, la rottamazione (autonoma o quinquies) incontra adesioni soprattutto al centro-sud dove la quota di tributi non riscossa è più alta.

Rischio di sovrapposizioni

Per diversi Comuni resta aperto un nodo sulla  “doppia via” che porta alla sanatoria di Imu, Tari e multe stradali. In molti territori, la riscossione viene affidata all’Agenzia delle Entrate solo per alcune imposte mentre su altre sono attivi meccanismi locali. In alcuni casi, poi, diverse modalità di riscossione sono attuate sullo stesso tributo ma in annualità differenti. Spetta dunque alle singole amministrazioni scegliere se autorizzare regole uniche o introdurre variabili caso per caso.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.