Soddisfazione nell'avvocatura per l'approvazione alla Camera della riforma
L’avvocatura archivia il Novecento e si apre a una professione più moderna e vicina ai cittadini.
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Lo dichiara Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, commentando l’approvazione da parte della Camera dei deputati, in prima lettura, del disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense.
“La legge professionale del 2012 – osserva Greco – aveva costruito attorno agli avvocati un sistema di incompatibilità che non trova riscontro in nessun’altra professione ordinistica. Agli avvocati era preclusa persino la partecipazione agli organi di gestione delle società. Una rigidità non più sostenibile, che ha finito per tenere l’avvocatura lontana dai luoghi in cui si assumono le decisioni economiche, organizzative e strategiche del Paese”.
“La riforma supera finalmente questo impianto”, prosegue il presidente del CNF. “In linea con quanto già previsto per le altre professioni ordinistiche anche gli avvocati potranno partecipare agli organi gestori delle società di capitali senza perdere l’iscrizione all’albo”.
“Per la prima volta”, sottolinea ancora Greco, “l’indipendenza e la libertà dell’avvocato vengono riconosciute come principi fondanti dell’ordinamento professionale e presidio essenziale dello Stato di diritto. È un riconoscimento politico e istituzionale di grande rilievo del ruolo costituzionale della difesa e della funzione civile e sociale dell’avvocatura”.
“Il testo contiene inoltre innovazioni attese da anni -evidenzia il presidente del CNF-, come un procedimento disciplinare, più elastico e garantista, penso alla tutela del segreto professionale, che viene rafforzato e assurge a diritto fondamentale dell’assistito, ‘inviolabile e indisponibile’, non più soltanto dovere del difensore, ma garanzia della persona. Ma penso anche alla reintroduzione del giuramento di fedeltà allo Stato, alle norme sulla monocommittenza e sulle collaborazioni continuative, che introducono finalmente tutele concrete per le fasce più vulnerabili della professione – in particolare i giovani e le donne – garantendo protezione senza snaturare l’autonomia dell’attività professionale né ricondurla nell’alveo del lavoro subordinato”.
“Ora il testo passa al Senato, il Consiglio Nazionale Forense seguirà con la massima attenzione il percorso parlamentare, nella convinzione che questa riforma -se completata con lo stesso spirito con cui è stata avviata- possa restituire all’avvocatura il ruolo che le spetta: presidio dei diritti, motore dello Stato di diritto, interlocutore indispensabile della società”, conclude Greco.
Soddisfazione anche dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati che esprime soddisfazione per l’approvazione alla Camera dei deputati del disegno di riforma della legge professionale forense.
“Il voto favorevole sottolinea Luigi Bartolomeo Terzo, Presidente Nazionale Aiga –
rappresenta un traguardo importante per l’avvocatura, in particolare per le nuove generazioni di professionisti. Da tempo, infatti, – aggiunge – i giovani avvocati attendevano un intervento normativo capace di meglio affrontare le sfide di un mercato del lavoro in profonda trasformazione”.
Il testo approvato recepisce molte delle storiche battaglie dell’Aiga, soprattutto in tema di accesso alla professione e di tutela dell’avvocato nei primi anni di carriera, senza dimenticare le misure in materia elettorale, che favoriscono il ricambio generazionale nelle istituzioni forensi territoriali.
In sintesi, la riforma prevede:
Accesso alla professione
- revisione del tirocinio forense;
- modifiche all’esame di abilitazione;
- maggiore attenzione alla formazione pratica e specialistica;
- possibile semplificazione delle prove e digitalizzazione delle procedure.
Nuove modalità di esercizio della professione
- ampliamento delle forme associative tra avvocati;
- introduzione e regolazione delle reti professionali e delle collaborazioni multidisciplinari;
- maggiore apertura alle società tra professionisti.
Equo compenso e tutela economica
- rafforzamento delle norme sull’equo compenso;
- nuove regole sui pareri di congruità degli Ordini;
- maggiore tutela per i giovani professionisti e per gli avvocati che lavorano con grandi clienti o pubbliche amministrazioni.
Ordinamento disciplinare e deontologia
- revisione delle procedure disciplinari;
- aggiornamento del Codice deontologico forense;
- nuove regole su riservatezza, negoziazione assistita e correttezza professionale.
Avvocati degli enti pubblici
- armonizzazione della disciplina degli avvocati dipendenti pubblici;
- obbligo di iscrizione all’albo anche per gli avvocati degli enti pubblici.
Digitalizzazione e modernizzazione
- maggiore utilizzo degli strumenti digitali;
- aggiornamento dell’ordinamento alle esigenze del processo telematico e delle nuove tecnologie legali.
La riforma è ancora in evoluzione parlamentare: molte misure sono contenute in un disegno di legge delega e dovranno poi essere attuate con decreti legislativi.
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