Nordio chiude sulla responsabilità civile dei magistrati: «Non è una priorità e mai lo sarà».
Forza Italia insiste Il Guardasigilli stoppa il dossier rilanciato dagli azzurri, mentre Lega apre e FdI chiede di leggere il testo.
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La responsabilità civile dei magistrati torna nel dibattito politico, ma Carlo Nordio prova subito a spegnere l’accelerazione di Forza Italia. Il ministro della Giustizia, parlando con i cronisti a margine dell’assemblea di Confindustria, ha escluso che il dossier sia tra le priorità del governo: «La responsabilità civile dei magistrati non è all’ordine del giorno e per quanto mi riguarda non lo sarà».
Una presa di posizione netta, arrivata dopo il rilancio del tema da parte degli azzurri, con il capogruppo alla Camera Enrico Costa pronto a lavorare a una proposta di legge e il senatore Pierantonio Zanettin intenzionato ad aprire un confronto nella maggioranza su un nuovo testo.
Le parole del Guardasigilli arrivano in un momento in cui Forza Italia sta provando a riaprire il capitolo giustizia dopo il referendum sulla separazione delle carriere. Per Nordio, però, la responsabilità civile delle toghe non rientra nell’agenda immediata del ministero.
La frase pronunciata dal ministro segna quindi una distanza politica rispetto all’iniziativa azzurra, almeno nei tempi e nelle priorità. Non una valutazione tecnica sul merito di un testo ancora non depositato, ma una chiusura sull’opportunità di mettere ora il tema all’ordine del giorno.
A spingere sul dossier è soprattutto Forza Italia. Zanettin ha ricordato che «Forza Italia non dimentica gli oltre tredici milioni di elettori che hanno sostenuto la battaglia referendaria per una giustizia giusta» e ha indicato l’ultimo anno di legislatura come uno spazio da non lasciare inutilizzato.
«C’è ancora molto da fare», ha affermato il senatore azzurro, richiamando anche i disegni di legge sul sequestro degli smartphone e sulla riforma della prescrizione, già approvati da un ramo del Parlamento.
Sulla responsabilità civile, Zanettin ha evocato il referendum popolare del 1987, sostenendo che il suo risultato sia stato «vanificato dalla legislazione successiva». Il dato richiamato è quello delle condanne: «Negli ultimi 15 anni si sono ottenute solo 15 condanne, una all’anno». Da qui l’annuncio: «Proporremo ai partner di governo un nuovo, equilibrato testo di legge ed inizieremo al più presto con i nostri alleati un confronto di merito».
Da Fratelli d’Italia arriva una linea attendista. Il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni non chiude alla discussione, ma rinvia ogni valutazione alla lettura della proposta.
«Non conoscendo la proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati non posso esprimere un parere. Prima vorrei leggere il testo, visto anche il ruolo che ricopro», ha spiegato.
Balboni riconosce che, se una forza politica di maggioranza presenta una proposta, «è giusto valutarla, ma nel merito». Allo stesso tempo ricorda che il tema non è nuovo: «C’è stato anche un referendum a suo tempo sulla responsabilità civile dei giudici». Per questo, aggiunge, «è un tema antico e va ponderata ovviamente una soluzione che tenga conto dei diversi interessi in gioco».
Più favorevole la posizione della Lega. Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato e responsabile del dipartimento giustizia del partito, sottolinea che la linea del Carroccio sulla responsabilità civile dei magistrati è nota.
«Più volte ne ha parlato il nostro segretario Matteo Salvini», ricorda Bongiorno, definendo il tema «assolutamente una delle leggi che meritano attenzione particolare e priorità».
L’apertura, però, viene accompagnata da un avvertimento: il testo dovrà essere equilibrato. «Non deve avere un carattere di legge punitiva», precisa la senatrice. Ma la direzione politica resta favorevole: «Condivido» la proposta e «bisogna spingere» sul tema.
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