Perché la previdenza a doppio binario?
Lo Stato garantisce gli investimenti delle Forze armate, ma lascia senza regole certe le Casse dei professionisti obbligatorie.
Il paradosso è tutto qui: quando si tratta del patrimonio previdenziale delle Forze armate, lo Stato interviene, disciplina, autorizza, garantisce. Quando invece si parla delle Casse dei professionisti italiani — anch’esse previdenza obbligatoria di primo pilastro — il regolamento sugli investimenti atteso dal 2011 continua a restare chiuso in un cassetto ministeriale.
Eppure, il principio dovrebbe essere identico: proteggere i contributi versati obbligatoriamente dagli iscritti e assicurare una gestione prudente, trasparente e coerente con la funzione sociale della previdenza. Nel caso della Cassa delle Forze armate, il Ministero della Difesa non solo esercita una vigilanza stringente, ma arriva perfino a delimitare la tipologia degli investimenti consentiti, privilegiando strumenti garantiti, non speculativi e legati all’economia reale nazionale.
Per i professionisti, invece, tutto questo non esiste ancora. Le Casse privatizzate gestiscono patrimoni miliardari senza un quadro regolamentare definitivo sugli investimenti, nonostante svolgano una funzione pubblica essenziale. Una contraddizione evidente: da una parte si invoca l’autonomia gestionale, dall’altra si lascia irrisolto il tema della tutela del risparmio previdenziale obbligatorio.
La domanda allora è inevitabile: perché due pesi e due misure? Perché il patrimonio previdenziale di un appartenente alle Forze armate merita garanzie normative precise, mentre quello di un professionista obbligato a iscriversi alla propria Cassa dovrebbe essere esposto a regole incomplete o indefinite?
Non si tratta di mettere categorie una contro l’altra, ma di affermare un principio di equità istituzionale. Se la previdenza è obbligatoria, lo Stato non può limitarsi a pretendere i contributi: deve anche garantire regole certe, controlli efficaci e massima tutela del patrimonio accumulato dagli iscritti. Su questo terreno, il ritardo non è più giustificabile.
Altre Notizie della sezione
Esami inutili, anziani colpevolizzati
13 Maggio 2026Tac e risonanze a pioggia: la medicina difensiva soffoca il Ssn.
Il rapporto sempre più difficile tra Stato e professioni
12 Maggio 2026La vicenda della stretta sui pagamenti pubblici ai professionisti racconta qualcosa di più ampio.
FdI alza il polverone, ma senza prove il commissariamento resta solo propaganda politica.
11 Maggio 2026Quando la politica entra nei bilanci previdenziali il rischio è doppio.
