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Servono misure realmente accessibili per sostenere trasformazione digitale, ecologica e aggregazioni

Confprofessioni nel corso dell’audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi (A.G. 394), ha richiamato la necessità di una piena equiparazione tra imprese e liberi professionisti, sottolineando l’importanza di politiche capaci di rafforzare competitività, investimenti e modelli organizzativi più strutturati.

Servono misure realmente accessibili per sostenere trasformazione digitale, ecologica e aggregazioni

«Ai professionisti servono incentivi accessibili che sostengano la trasformazione digitale ed ecologica e le aggregazioni». Così Confprofessioni nel corso dell’audizione odierna davanti alle Commissioni riunite X della Camera e IX del Senato sullo schema di decreto legislativo per la revisione del sistema degli incentivi (A.G. n. 394).

Il decreto, unitamente al Codice degli incentivi entrato in vigore lo scorso novembre, «contiene un insieme di disposizioni lungamente attese dal comparto libero professionale e fortemente sostenute da Confprofessioni, con l’obiettivo di raggiungere la piena equiparazione, giuridica e sostanziale, tra imprese e lavoratori autonomi ai fini dell’accesso agli incentivi», spiega la Confederazione.

Guardando alla nuova cornice normativa, e anche in vista della conclusione del PNRR, Confprofessioni sollecita politiche di incentivazione capaci di sostenere competitività e attrarre investimenti. Tra le priorità: settori strategici, reti d’impresa, incubatori, zone economiche speciali e cooperazione internazionale.

Confprofessioni ribadisce, inoltre, il valore strategico delle aggregazioni professionali per la competitività di professionisti e PMI, chiedendo incentivi che premino STP, STA e reti professionali, favorendo investimenti, competenze integrate e nuova occupazione.

Secondo la Confederazione, infine, il Fondo per la crescita sostenibile può essere lo strumento giusto per accentrare in un’unica cornice tutte le agevolazioni che oggi sono frammentate ed eccessivamente complesse, purché i nuovi incentivi siano accessibili a tutti i soggetti inclusi nella nuova definizione di impresa e, dunque, anche ai liberi professionisti.

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