LA CONSULENZA NON È PIÙ MONOPOLIO DEGLI AVVOCATI
Soddisfazione per l’approvazione di un emendamento sulla consulenza.
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L’approvazione di un emendamento dei relatori della riforma forense in Commissione Giustizia alla Camera prevede che la consulenza non è monopolio degli avvocati, ma resta distribuita tra le varie professioni secondo le rispettive competenze, includendo anche i giuristi d’impresa per l’attività interna alle aziende.
Questo rappresenta, per Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane, un passaggio importante e condivisibile. “Viene ristabilito l- sottolinea – l’’equilibrio nel sistema ordinistico, evitando improprie sovrapposizioni di competenze, e si riafferma un principio cardine”, ossia che “ogni professione è titolare della consulenza nelle proprie materie di riferimento. si tratta – aggiunge De Luca – di un chiarimento necessario che tutela il pluralismo delle competenze e che protegge cittadini e imprese”.
“Sensibilità istituzionale e capacità di ascolto – gli fa eco Marco Cuchel presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – riportano equilibrio nel sistema professionale. esprime apprezzamento e sincero ringraziamento nei confronti di quanti, in sede parlamentare, hanno dimostrato attenzione concreta verso il sistema ordinistico, contribuendo all’approvazione dell’emendamento intervenuto sul testo della riforma forense. Già con il comunicato del 9 marzo 2026 – ricorda Cuchel – avevamo pubblicamente denunciato i potenziali effetti distorsivi derivanti dal ritiro degli emendamenti allora presentati, evidenziando il rischio concreto di comprimere competenze professionali da sempre esercitate anche dai commercialisti, con inevitabili ricadute sull’attività professionale e sui servizi resi a cittadini e imprese».
In quel momento, infatti, mentre Anc riteneva doveroso sollevare con fermezza la questione, larga parte della categoria è rimasta sostanzialmente silente, ritenendo evidentemente che il tema non richiedesse particolari interventi.
L’approvazione dell’ulteriore emendamento, che mette definitivamente al riparo la consulenza in ambito giuridico svolta anche dai commercialisti, conferma invece che quelle preoccupazioni erano fondate e meritavano, come sostenuto sin dall’inizio, attenzione e un intervento tempestivo.
Per questo Anc esprime un particolare ringraziamento a chi ha promosso il confronto sul tema, in particolare al Cup, a Confprofessioni, ai relatori della riforma e ai componenti della Commissione Giustizia, che hanno affrontato la questione con equilibrio, riaffermando un principio essenziale: ogni professione ordinistica deve poter continuare a svolgere attività di consulenza nell’ambito delle proprie competenze.
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