Il decreto lavoro verso il Cdm di domani, proroga bonus giovani e Zes
Si valuta un bonus quattordicesime. Governo a caccia di risorse. Nodo del taglio delle accise.
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Il decreto lavoro sul tavolo del governo con l’obiettivo di portarlo in Consiglio dei ministri di domani, con la proroga degli incentivi per giovani, donne e Zes.
Un’ulteriore casella cerchiata per un Cdm la prossima settimana è quella di giovedì 30 aprile, proprio alla vigilia del primo maggio: data che coincide anche con la scadenza del taglio delle accise sui carburanti.
E che, quindi, potrebbe essere l’occasione per sciogliere il nodo della proroga, su cui al momento non c’è ancora una decisione, oltre a dare il via libera all’atteso Piano casa.
Il tema delle risorse rimane quanto mai centrale, in una situazione di incertezza come l’attuale, con l’impatto economico ed energetico del conflitto in Medio Oriente, e alla luce dello scenario determinato dal non aver centrato l’obiettivo del deficit al 3%, con la procedura di infrazione Ue che resta aperta per l’Italia e l’idea non esclusa dal governo di uno scostamento di bilancio. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, rilancia il pressing su Bruxelles.
Sul tema del lavoro e del “salario giusto” continua il confronto per la messa a punto delle misure e la verifica fino all’ultimo delle coperture. L’intervento che sembra certo è sui bonus per le assunzioni degli under 35 e in area Zes (sia per i giovani che per le donne) che scadono il 30 aprile, con l’obiettivo di prorogarli fino a fine anno. Il meccanismo sarebbe confermato, con l’incentivo (lo sgravio contributivo per le imprese) pari a 500 euro mensili che sale a 650 euro al mese per le assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Tra le cifre circolate, si parla di una somma intorno ai 500 milioni che sarebbe destinata a questo intervento. Si guarda anche a contrastare i fenomeni di sfruttamento e caporalato e a rafforzare le tutele per i rider, puntando ad un sistema di riconoscimento unico per ‘identificare’ il lavoratore.
Sul tavolo non mancano altre ipotesi. Si starebbe studiando anche un incentivo per la quattordicesima mensilità per aumentare la retribuzione che arriva in tasca al lavoratore. Ed un ulteriore intervento sulla formazione attraverso il Fondo nuove competenze (al momento si sta ragionando su una somma di 350 milioni). Risorse permettendo, si valuterebbe la possibilità di una estensione temporale della detassazione, con l’aliquota al 5%, dei rinnovi contrattuali introdotta con la manovra di bilancio per il 2026. Dovrebbe rimanere fuori la questione della rappresentanza, se non con il richiamo a dei punti di principio: tema su cui è in corso il confronto tra le parti sociali e che dovrebbe essere ripreso dal governo, nella richiesta di sindacati e imprese, dopo un loro eventuale accordo.
Resta il nodo delle accise sui carburanti con un nuovo taglio.
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